Fenomenologia di una pornostar (e del suo compagno)

Sono allo Striptease di Milano, luogo di pionieri dell’arte dello spogliarello in Italia. Molte ragazze si aggirano leggere nel locale, una via di mezzo tra un salotto anni ‘80 e un capannone di concerti indie rock. Sono qui per intervistare Roberta Gemma.

Tanto per essere chiari, Roberta Gemma è la più importante pornostar italiana, erede di una progenie di notevole spessore che da Moana arriva fino a Selen. Siccome però siamo in Italia, dove le cose vengono apprezzate solo quando non ci sono più, il fenomeno-Roberta non turba più di tanto i sogni delle persone “giuste” e allora Roberta vola in America, dove cerca una produzione che riesca a valorizzare di più le sue doti. Il porno non è roba da gente con la puzza sotto il naso, e per diventare un nome importante nel settore è necessario anche fare produzioni forti. Roberta è passata in mezzo a questo tipo di film e adesso è giunto il momento di fare un salto di qualità che la consacri definitivamente come ultimo grande nome del porno italiano.

La prima cosa che mi è venuta in mente appena ho visto Roberta togliersi gli inutili vestiti che aveva addosso e andare incontro al suo pubblico, è stata che i locali di Striptease prima o poi andrebbero sdoganati. Certo, l’utenza non è delle migliori, ma sono le cinque del pomeriggio e probabilmente allo spettacolo serale ci saranno gruppi di ragazzi più festaioli, un addio al celibato, voglia di passare delle serate goliardiche senza voyerismi deteriori. Però, non è nelle attrici o nella struttura del locale che potrei ravvisare delle forme di repulsione da questo genere di posti: no, credo che il tutto sia nei frequentatori. Questa è l’ora dei malinconici nerd o dei languidi voyerur, dei sessantenni brillantinati e forse soli; pregnante l’atmosfera baustelliana, si potrebbero scrivere interi album di musica pop colto qui dentro. Indubbiamente, un posto simile accende fantasie, anche solo nella possibilità di vedere donne belle e sorridenti avvicinarsi senza proporsi, chiacchierare amabilmente con il sottofondo di un corpo accanto. Nulla che abbia a che fare con servizi particolari, in posti come questo è rigorosamente vietato, sia alle ragazze e sia agli utenti, andare oltre lo spogliarello. Solo, una via maschile alla leggerezza. Roberta ci piace per questo, perché interpreta a pieno il senso di questa espressione.

Il mio ingresso nell’Olimpo avviene grazie a Roberto, fidanzato e manager di Roberta; il locale mi accoglie con le inconsuete note di “A te” di Lorenzo:

“Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole,senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro”.

Inutile nascondervi che i miei occhi cercavano Roberta, in quel momento impegnata a organizzare il suo spettacolo.

Ci sediamo, il suo ragazzo mi dice che al momento è impegnata nei preparativi dello show. Poi mi racconta della vita che si fa in giro per l’Italia. In realtà sono da poco tornati da Miami, dove sono andati per lavoro. Si fa pressante il discorso sulla fragilità dell’industria hard italiana: molte attrici improvvisate, poco professionali, pronte a tutto e attratte dal guadagno facile. Gente che poi allontana un’intera fetta di pubblico moderato, anche femminile, che non sarebbe del tutto insensibile al fascino del settore. Mancano in Italia produzioni di alto livello, i grandi registi come Salieri non ci sono più e la crisi ha stretto i cordoni della case di produzione: inoltre, da noi il porno è ancora visto come una valvola di sfogo per gente “depravata”. In altri stati invece, il salto è stato già fatto. Gli italiani, strana gente, organizzano il Gay Pride e poi si vergognano di entrare in un locale di spogliarelli. L’unica soluzione è l’estero, l’America magari, la solita America.

Riaccavallo le gambe appollaiato sul divanetto, e scopro che non esiste solo la fuga dei cervelli.

Poi vengo interrotto da un applauso e da un annuncio, Roberto continua a parlarmi ma alle mie spalle Roberta si sta già spogliando. Lo sento dall’aria più vaporosa e calda. Lo sento dalle luci che si fanno più tenui. Lo vedo dal cameriere che prepara da bere più velocemente, lo vedo dagli sguardi intimoriti delle altre ragazze, che si accomodano sui divanetti come allieve in attesa di una lezione del maestro.

Riaccavallo le gambe per la seconda volta, e ho voglia di allentarmi la cravatta.

Nonostante tutto, mi concentro su Roberto, le sue parole mi rapiscono. Questa è una lezione, non un’intervista: “la differenza tra un gonzo movie e un film hard è che nel gonzo agli attori è permesso guardare la macchina da presa, mentre in un film hard no. In uno dei più importanti film girati da Roberta, Il museo della carne, attraverso un ingegnoso stratagemma, si cercava invece di sovvertire questo divieto: un lungo corridoio, delle porte con delle specie di oblò. L’attore guarda dentro e vede delle scene di sesso. Gli attori guardano nell’oblò, rappresentato dalla telecamera”.

Ecco, servirebbero produzioni di questo tipo. Giocare. Il sesso è gioco, non è guerra. Roberto e Roberta lo sanno. Avevo la curiosità di chiedere perché in certi film hard americani le attrici si rivolgono sempre verso il compagno con la faccia incarognita urlando “fuck me, shit!”. Mi sono fatto promettere da Roberta che lei non lo avrebbe mai fatto. Giocare. Il sesso è gioco, non è guerra.

Roberta si dice d’accordo: si tratterebbe solo di divertirsi a giocare anche con la macchina da presa, oltre che col corpo. E questo ci piace. Ci piace che non si riduca tutto a una cagnara di sesso. Ci piace aver capito quanto sia importante in un film porno l’uso delle luci (Salieri docet): anzi, crediamo che qualunque direttore della fotografia debba prima o poi cimentarsi col porno, perché il modo in cui la luce investe un corpo decide della potenza erotica che un corpo può sprigionare. Allo stesso modo, nei film  a basso costo, ci dice Roberto, spesso le luci vengono sparate addosso all’attrice con il risultato di appiattire le forme, sacrificando quindi la procacità di certi corpi. Insomma, il verbo è “smarmella Biascica! Smarmella tutto!”. Inoltre, nel porno molti attori non guardano nemmeno i film che girano, e questo è significativo della scarsa professionalità presente.

La carenza di produzioni di un certo livello ha spinto Roberta a valutare di partecipare ad alcuni programmi televisivi: produzioni come La pupa e il secchione potrebbero forse adattarsi alla sua indole esibizionista, ma noi di Minnazze dubitiamo che sia quella la strada giusta. Mi dice Roberto: “la differenza tra una soubrette e un’attrice porno è che la soubrette può aspirare a far carriera solo nel suo paese. L’attrice hard invece, se è brava, può aspirare a essere conosciuta a livello internazionale”. Fantastico. Rocco Siffredi insegna che anche il Made in Italy è una questione di sesso. Perché ciò non potrebbe avvenire per una donna?

Vi bastino alcuni dati: sesta di seno naturale, sguardo accattivante, molto professionale e allo stesso tempo genuina e curiosa. Finora è l’unica tra e tante fanciulle che abbiamo intervistato a non dispensare consigli su come conservare un seno perfetto: “io non faccio nulla per avere un seno perfetto” – ci dice – “anzi, quando ho iniziato a fare un po’ di palestra il seno non si è rassodato affatto”. Circa 17 film all’attivo, alcuni dei quali di notevole livello (Il Museo della carne su tutti, ma anche House of flesh mannequins, un horror sex da tenere sotto osservazione), qualche produzione nel cinema “per tutti”, video musicali (tra gli altri, Svegliarsi la mattina con gli Zero Assoluto e La fine del mondo dei Marsh Mallows). Presente su molte reti tv private nel ruolo di “call girl” (secondo noi è sacrificata, ma questioni contrattuali la legano ancora a questo tipo di produzioni), presente in programmi generalisti nel ruolo di se stessa (Maurizio Costanzo show per esempio); vincitrice di una sfilza interminabile di concorsi (davvero, impiegheremmo un pomeriggio intero a scriverli tutti); inoltre, vincitrice per tre anni di fila del Venus Berlin (2006/2008), il Pallone d’oro del porno, roba che è riuscita solo a Cruijff, Platini e Van Basten.

Dal 2009 è testimonial del canale digitale terrestre Dahila tv, un buon canale nel quale Roberta fa la sua bella figura. Mossa azzeccata, anche questo ci piace: da qualche anno Roberta è presente come testimonial e madrina in diversi eventi. Se la cosa può senza dubbio rappresentare un importante passo in avanti, d’altro canto potrebbe essere visto anche come un modo elegante per tenersi in disparte nell’attesa di una consacrazione definitiva.

Tutte queste cose me le raccontano insieme, ma Roberto sembra essere la memoria storica e la banca dati della carriera di Roberta. Lei ascolta, sorrise, interviene, annuisce. Lei si fida.

In effetti Roberto in tutto questo mi da una certa sicurezza: parla in maniera molto lenta e precisa, ed è di un garbo e un’educazione veramente di altri tempi. Ha un paio di occhiali da sole, è alto e piazzato. Ha movenze accoglienti, lievemente impacciato ma molto spontaneo. Proprio per questo suo carattere spontaneo, mi racconta molte cose del mondo del porno: invidie, gelosie, paure. Rapporti con registi che avrebbero potuto segnare in punto di svolta nella carriera di Roberta ma che poi sono tramontati per apparenti capricci (ma secondo noi è stato molto meglio così), produttori di lunga esperienza che si attaccano a piccole meschinità di ordine contrattuale pur di incatenare ancora il proprio nome a quello di Roberta, per non parlare poi di tanti concorsi in definiva truccati o pilotati.

Roberta ha esordito partecipando per gioco a dei concorsi di nudo artistico. Siccome finiva per vincerli senza storia, è cominciato a nascere un tam tam tra addetti ai lavori. Alcuni film girati col ragazzo e poi alcune produzioni più “istituzionali”. Un pubblico di affezionati che non l’ha mai abbandonata e che continua a seguirla ancora adesso (mentre chiacchiero con Roberto un ragazzo arriva complimentandosi con lui; poi Roberta si allontana per firmare autografi. Poche volte ho visto sguardi così estasiati, a tratti beati, dimentichi di ogni affanno. Rimango impressionato: poi mi rendo conto che è anche il mio sguardo).

Insomma, una carriera iniziata per caso, e che ha interrotto una vita che supponiamo sia stata ricca e piacevole (le lezioni di danza moderna, Roberta ne parla con vivace leggerezza) ma anche molto inappagante (i primi lavoretti per iniziare a guadagnarsi da vivere, le difficoltà di dover fare lavori poco gratificanti).

Guardo il suo fan allontanarsi, e chiedo a Roberta che opinione ha del suo pubblico. Lei mi dice che c’è un rapporto di reciproca e circolare passione: lei ama il suo pubblico e a sua volta è riamata. In tal senso però, Roberta evita la mia reale intenzione, e cioè capire come fa una bella ragazza come lei a farsi toccare da uomini spesse volte brutti, o laidi, o altro. Lei mi da una risposta monacale: magari sono persone sole, che non hanno nessuno vicino e può far piacere ricevere le attenzioni di una bella ragazza per qualche minuto. Questa risposta non mi convince, credo piuttosto che sia una questione di lavoro. Roberta però è oggettivamente una ragazza spontanea e genuina: credo che se avesse voluto dirmi che in realtà le fa schifo, forse me lo avrebbe detto.

Si sta facendo buio a Milano, Roberta deve prepararsi per lo show serale. Si prevede un grande afflusso di gente. Roberta non vuole farsi aiutare  a trascinare il trolley: “grazie, ma non mi piace farmi aiutare”.

Ci congediamo, mi piacerebbe reincontrarli, Roberto e Roberta. Poche volte ho visto una coppia così affiatata. Cadono parecchi miei pregiudizi in un pomeriggio di maggio.

Faccio due foto prima di congedarmi: prima di tutto, io sono un fan.

Poi penso che, anno più anno meno, alla fine siamo coetanei, e la cosa mi piace. Torno a casa con un quadernone pieno di appunti, come quando andavo a lezione all’università.

Fantastico.

Buona fortuna ragazzi, e buona serata: Milano vi aspetta.

By: Il Minnocratico

Progetti onesti per ragazze toste. Di: Il Minnocratico

Oggi una portata gustosissima per voi: Maria, una bella ragazza di Milano che lavora come camgirl e dotata di un seno naturale così tondo e perfetto che dovrebbe campeggiare come modello nello studio di qualunque chirurgo plastico del mondo. È direttamente lei a fornirci informazioni di primo pelo sul suo seno: “4 naturale, tutte originali dalla mia mamma” – ci dice, “adorate e indispensabili per la mia carriera”. Consiglia agli uomini di “toccarle sempre quando si fa all’amore”, e siamo convinti che il consiglio non verrà disatteso dai nostri diligenti lettori. Maria dispensa qualche dritta anche per le nostre sempre più numerose lettrici: “doccia fredda la mattina e crema specifica tutte le sere”: mi raccomando fanciulle, qui si fa sul serio. Maria ci dà l’impressione di essere una ragazza abbastanza svelta, ci blandisce dichiarandosi “Spontanea, leale, loquace, forse un po’ ninfomane. Ma anche presuntuosa e orgogliosa”, dosa al punto giusto provocazione e pragmatismo. Gestisce la vita professionale e privata come due mondi separati. “Nel privato amo gli uomini generosi e dotati “sopra” e “sotto” …ma adoro anche le donne…”. Forse sta mentendo, i nostri redattori si sono gettati come mosche al miele su www.SmartBest.eu, il bel sito in cui lavora Maria e del quale vi parleremo più avanti, e nella sezione “Le dimensioni contano?” ha trovato un piccolo trafiletto che la inchioda: pare che da un sondaggio fatto tra le fondatrici del sito, l’unica che abbia dichiarato che le dimensioni dell’ “attrezzo” non le interessano è stata proprio lei. Ma stiamo al gioco, anche perché ci interessa il fatto che Maria abbia effettuato una lunga gavetta: talvolta è incomprensibile come le cose belle fatichino a emergere; ha infatti iniziato come modella di intimo a 18 anni e a 21 ha svolto l’attività di ragazza immagine in alcuni locali. Adesso ha 31 anni, ed è una donna incantevole. Continuiamo ancora con le domande a bruciapelo, vogliamo vedere se davvero la ragazza ama il suo lavoro o se c’è dell’altro. Le chiediamo perché ha scelto questo lavoro: “Modella perchè avevo un bel corpo e forme generose e mi sono proposta a qualche fotografo e agenzia e mi hanno presa spesso per servizi di intimo speciale e sexy. La ragazza immagine è semplicemente capitato per conoscenze. La camgirl è stata un’idea di Francesca, mia amichetta preferita e co-fondatrice di Smartbest.eu. Ha iniziato prima lei e quando mi ha detto quanto ha guadagnato il primo mese…. mi sono subito iscritta anch’io!” La ragazza ci sembra capace e motivata, decidiamo di perseverare, chiedendole cosa vede nel suo futuro. Lei ipotizza un porno nell’immediato, un uomo bello ricco e dotato che la sposi nel lungo periodo. Si, la ragazza è capace. Sa che è il caso di mettere prima un po’ di fieno in cascina e poi godersi il frutto del guadagno con una persona accanto. Inoltre, ha il dono della condivisione, che è sempre apprezzato. “Progetti onesti per ragazze toste”, penso, e mi asciugo il sudore dalla fronte. Adesso decidiamo di parlare del progetto nel quale Maia è coinvolta e che interessa anche noi di Minnazze: appena abbiamo visto il sito www.smartbest.eu infatti siamo tutti sobbalzati sulle sedie; oltre alla bellezza delle fanciulle presenti, la cosa che ci ha colpito di più è stata l’idea di affiatamento ed efficienza che il sito trasmette. Chiediamo a Maria maggiori informazioni: “www.smartbest.eu è un sito che presenta il mondo degli Incontri Sexy e di tutto ciò che è connesso da un punto di vista femminile. È una splendida guida per scegliere dove trovare la compagna o il compagno per una sera o per la vita. Siamo 11 ragazze tra i 24 ed i 38 anni, ognuna ha un compito diverso nel selezionare le migliori opportunità di incontri sexy, incontri lesbo ecc.. È nato pochi mesi fa, ma ha preso piede in modo molto superiore alle nostre aspettative… il merito è tutto di Stefy, l’informatica del gruppo!”. Ascoltiamo assorti, noi che pensavamo che in 11 si potesse solo giocare a calcio. La cosa ci incuriosisce, chiediamo maggiori notizie sull’utenza media. Maria non lesina informazioni, è molto precisa e professionale e ha una bella parlantina: ”uomini al 70% (a giudicare dalle iscrizioni che fanno ai vari siti). Ma c’è anche un’area tutta al femminile, che curo io, per gli incontri solo tra donne. Nel mio lavoro di camgirl sono tutti uomini e non c’è un vero utente medio, anche se chi contatta me è soprattutto perchè ama che mi tocchi il seno mentre gioco con lui in cam e con i miei giochini..” Ecco, a questo punto gettiamo la spugna. La bella Maria ci ha dato una sincera lezione di pragmatismo e divertimento. Ci piace. Ci piace lei e ci piace il progetto che porta avanti insieme alle sue amiche. E ci piace pensarla alla sera, quando si deterge il seno con una crema apposita, per la serenità di noi puristi.

Il Minnocratico

Intervista a Mercedes Ashley (per minnofili non anglofoni)

Onesta’, fermezza e pragmatismo: questa e’ Mercedes Ashley. Considera una 4 abbondante  e ottieni la donna dei tuoi sogni.  Parliamo un po di Mercedes nell’attesa di vederla in Italia, speriamo:

1.Quando e come hai iniziato la tua carriera? Nel 2000. Ho chiesto ad un cameramen dell’industria pornografica di aiutarmi dopo aver fatto la spogliarellista per 4 anni.

2. Perche’ hai scelto questo mestiere? Perchè altro, adoro scopare!

3. Com’e’ stato il tuo primo film e quello a cui stai lavorando ora? Ho fatto bene nel mio primo film Pussyman, ora mi  sto facendo ammirare nel mio  fuck off. Scopo nei film per gli ammiratori.

Parlaci un po di te: sono una pornostar, sviluppo pagine web e sono una mamma di 2 figli. Faccio tutto molto bene.

4. che tipo di persona sei? Che intendi. Sono tutta queste cose. Tutte.

5. come combini vita privata e professionale? Io non le unisco. Sono separate. Ogni cappello lo indosso quando serve indossarlo.

Ora passiamo a quello che interessa I nostril lettori:

6. qual’e’ la misura delle tue minnazze? Ho una 34DD (una quarta abbondante)

7. Le minnazze credi ti siano utili per la tua carriera ? No, non sono importanti per quell che ne so. Molti ragazzi amano misure differenti.

8. Sono finte o naturali? Ho le protesi.

9. Qualche consiglio ai nostril lettori di minnazze? Nessun consiglio, voglio che ognuno sia contento semplicemendo essendo se stesso.

10. Che relazione hai con le tue minnazze? Buona, loro stanno morte di fronte a me! Ogni maledetto giorno della mia vita. Meglio avere una buona giornata.

Dio salvi Mercedes, gente! enjoy!

Intervista a Lisa Sparxxx (traduzione per i minnofili non anglofoni)

Immaginate una ragazza intraprendente, le sue minnazze e un sito internet da lei stessa lanciato:mescolate tutto e avrete l’esplosiva Lisa Sparxxx o Sparxx o Sparx o Sparks…lasciate stare il nome e segnatevi questo numero: 38 DD, la misura di reggiseno di Lisa (tradotto in italiano equivale ad una circonferenza seno di 102/107 centimetri..possiamo considerarle minnazze?certo che sì!). Le minnazze di Lisa sono naturali al contrario del nostro stupore nel vederle. Sterminata la sua filmografia che potete consultare nel sito che l’ha resa giustamente famosa: lisasparxxx.com

Con Lisa iniziamo una serie di interviste che saranno protagoniste del nostro blog e dei nostri tweets, insomma:delle twitterinterviste. Come i nostri fedeli lettori e lettrici sapranno non pubblichiamo immagini nè video, ma concettualizziamo il fenomeno minnazze. Potete vedere delle foto della splendida Lisa sul suo sito sopracitato. Ma diamo la parola a Lisa:

Ciao Lisa!
grazie per questa opportunità. Due parole sul nostro blog: Minnazze, è un termine italiano che significa tette grosse, vuole essere il punto di riferimento italiano e non, in cui le minnazze  non sono solo un ornamento, ma una filosofia di vita, sia per chi lo è e le ha  sia per chi le ama .
Passiamo all’intervista, queste sono le domande:

1.Quando e come hai iniziato la tua carriera? Ho iniziato a 8 anni fa con il mio sito web lisasparxxx.com e da lì è andata

2.Perché hai scelto questo lavoro? Ero alla ricerca di qualcosa di divertente da fare, dove io avrei pouto essere il mio capo … e questo lavoro è stato perfetto

3.Qual’è il tuo primo film e il film su cui stai lavorando ora? Il mio primo film è stato uno “scoppio”… e ho appena fatto un servizio per Naughty America ed  è stato divertente giocare alla Cowgirl!
Parlaci un po ‘ di te:
4.Che tipo di persona sei? Io sono il tipo di persona che si diverte con tutto .. io cerco di non prendere il mio posto di lavoro troppo sul serio perchè esso è divertimento!

5.Come unisci vita professionale e vita privata? È facile tenerle separate, perché sono completamente differenti. Il mio rapporto a casa non ha nulla a che fare con quello che faccio sul posto di lavoro cosa che  vale per la maggior parte del lavoro delle altre persone

Passiamo a ciò che riguarda i nostri lettori:
6.Qual’è la tua misura di minnazze? Ho un 38DD tutto naturale (ovvero una quinta, la DD sta per…Dio vi Venedica!)

7.Le minnazze credi siano state utili alla tua carriera? Penso che tutto è negli occhi di chi guarda … le minnazze sono divertenti in qualsiasi dimensione o  forma …naturali o rifatte!

8.Le tue sono rifatte o naturali? Sono completamente  naturali

9.Hai consigli per i  nostri lettori e le nostre lettrici sulle minnazze? Non ho consigli a riguardo

10.Che rapporto hai con le  tue minnazze? Mi divertono le mie minnazze e non mi preoccupo a  mostrarle ogni volta che posso :)

Grazie tante per questa intervista per i lettori italiani, continua a seguire il nostro blog come noi seguiamo la tua carriera.
Have a nice day!

due palloni sono meglio di uno: cristiano ronaldo verso un nuovo ingaggio?

Di pallone, si sa, è fatto questo mondo;  di palloni, metaforici si intende, è fatto questo blog: bella la vita del calciatore, ambito da chi palloni non li rincorre, ma con i palloni corre incontro alla vita e nelle nostre ingenue fantasie di un mondo fatto a forma di minnazze. Capita, quindi, che chi i palloni li possiede rincorra chi i palloni li insegue. E’ il caso, recente della splendida Katie Jordan Price (www.katieprice.co.uk) che dichiara, dopo essersi alleggerita (del fidanzato non delle minnazze, non temete!) di voler inseguire calciatori di prestigio e farli cadere nella sua rete di femmina dotata di sublimi ed evidenti qualità. Gli obiettivi sono Lampard e il più noto Cristiano Ronaldo. Non temiamo  sulla buona Katie Price che  reca con sè argomenti di seduzione difficilmente confutabili, siamo più perplessi sui gusti e sulle scelte di Cristiano Ronaldo: i calciatori tendono a scegliere maggiormente il modello velina (tendente mediamente ad una misera terza:ergo velina di ruolo e di fatto, nel senso di carta velina!) quindi il buon Cristiano potrebbe non intraprendere questa santa crociata. Restiamo con  il dubbio, legato alle difficoltà evidenti del calcio moderno,  su quanto questi calciatori siano consapevoli del loro ruolo di idealtipi di maschio moderno, ovvero: vale la pena pagare 94 milioni uno che corre e poi sta fermo di fronte ad una dichiarazione esplosiva dell’atomica Katie? In tal caso, fateci dire, che il Price pagato per avere C.Ronaldo in squadra non equivale al talento di Jordan!

Pape Satàn, pape Satàn Halep!

Il verso dantesco, (per alcuni senza significato, per altri passibile di varia interpretazione) usato come esclamazione dal Sommo, è citato da noi per farci esclamare: fermati Simona, fermati! Simona Halep, giovane tennista rumena, ha informato il mondo della sua intenzione di ridurre il suo prosperoso e bellissimo seno per via dell’ingombro che esso costituisce al suo gioco. No, Simona, nel gioco della vita le tue minnazze non sono di ingombro (è solo una quinta, suvvia!) ma sono un trofeo che tu hai già vinto e che nessuno ti toglierà: rinunica a medaglie e vane glorie, lo spettacolo del tuo gioco è in quel sobbalzo maiuscolo di fronte alla minuscola pallina, la gioia della visione di un tennis finalmente sport maggiore (cioè per maggiorate). Prendi, invece, esempio dalla vicina Repubblica Ceca: la carenza del personale infiermeristico ha generato un’idea che noi condividiamo in pieno, offrire la mastoplastica a chi accetterà il lavoro di infermiera. Forse è poco professionale, ma siamo sicuri che i pazienti curati da queste future o guariranno o si rifiuteranno di farlo volontariamente: pensando già di essere in Paradiso dove il mondo è a forma di minnazze! Fermati Simona, gioca e curaci.

Dolci minne di carta

Un breve post, una timida recensione, un doveroso tributo: tutto questo è per il libro “Il conto delle minne” di Giuseppina Torregrossa, edizioni Mondadori. Tutto parte dal “cuntu” (racconto) che Nonna Agata fa alla nipotina Agatina mentre, come ogni anno in onore della Santa di cui entrambe portano il nome, la nonna fa, e spiega alla nipote come si fanno,  i segreti delle cassatelle a forma di seno, le “minne”: leggenda vuole che alla Santuzza furono fatte tagliare le mammelle dal console Quinziano, che non sopportò di sentirsi respinto. La nonna ne ricava degli insegnamenti per la nipote riguardo al rapporto uomo-donna: “… devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane”. Il racconto si apre con le ricette dei dolci che la nonna cucina e insegna ad Agatina e si dipana intorno alle vicende di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie, per le quali le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell’orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa.

Un romanzo gustoso e ricco, un intreccio di minne reali e virtuali, da usare e consumare, da far vedere e da difendere e mangiare e preparare. Un romanzo che vi consigliamo: buona lettura, buon appettito e buone minne (ma queste, lo sapete, per noi sono sempre buone…specie se abbondanti!)!


Il seno più grande del mondo, ovvero:ancora su Natura e Cultura

Più volte in questo blog ci siamo soffermati sull’incontro/scontro tra natura/cultura, ovvero: meglio le minnazze naturali o rifatte? Il dibattito, anche pubblico, finalmente si è evoluto e non si nasconde che la questione è ormai matura per essere affrontata in maniera scientifica. In casa nostra, solo nell’ultima settimana, la publicazione di un sondaggio ci svela che gli italiani non sono contro i ritocchi, anche se preferiscono le minnazze naturali (gli esempi riportati dai media sono stati la D’Urso Vs Cristina del GF). La nostra posizione, più volte ribadita, è per un superamento di questo falso dilemma: forse la bellezza naturale non può divenire grazie alla cultura, alla tecnica, una bellezza superba? Noi confermiamo la nostra linea, sferica e minnica, di una minnazza che può diventare superlativa, una superminnazza. A tal pro, oltre l’esempio italico già riportato, rimandiamo i nostri lettori (cfr link in basso) al confronto tra il seno naturale più grande del mondo Vs il seno rifatto più grande del mondo. Quale di essi voi scegliate, ricordate sempre: il nostro mondo è a fomra di minnazze, la loro forma (e sostanza) supera il paradigma copernicano!

Confronta:

http://www.sabrinasabrok.com/galleries_s-.phphttp://

www.haisentito.it/articolo/norma-stitz-il-video-della-donna-con-il-seno-piu-grande-del-mondo/9955/

Deminnocrazia

Una vittoria importante nel solco filosofico che perseguiamo in questo blog:l’ignobile tassa sui reggiseni oversize nel Regno Unito è stata ritirata.  Come fosse una colpa avere le minnazze e non un privilegio, come se non dovessimo incentivare le signorine grandi forme piuttosto che penalizzarle. Per quel che ci riguarda i reggiseni che contengono, e speriamo sempre più a stento, le minnazze dovrebbero essere issati a vessillo di ogni democrazia libera, di ogni deminnocrazia! La ritirata strategica dell’infausta tassa, è stata accompagnata da manifesti in cui una signorina, per noi poco, procace, reca scritto sul suo davanzale :we boobed, abbiamo sbagliato, ma anche noi minnazze. Combattiamo il primo significato e sosteniamo come quei coraggiosi e fortunati reggiseni il secondo, gridiamo anche noi: per una società veramente democratica:viva le minnazze!W la deminnocrazia!

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/tassa-reggiseno/1.html

se k è la costante non c'è nessuna incognita..

Mi scuso con i miei 25 lettori per la lunga pausa. Pausa dovuta a una ricerca spossante nella realtà di ciò che in questo spazio è riflessione e speranze:le minnazze. A parte sparuti avvistamenti si nota un declino di quest’entità. Ma dopo tutto questo tempo, e nonostante la ritrosia delle minnazze nella virtualità, prendiamo spunto da un record per definire meglio i contorni del nostro progetto. Madame Sheyla Hershey attraverso un’intelligente ricerca chirurgica applicata a sè stessa, ci mostra con la sua taglia KKK come la costante moltiplicata per sè stessa annulli ogni possibilità di incognita. Le minnazze, ri-affermando sè stesse attraverso questo processo di inglobamento e sovrapposizione di tecnica e natura, eliminano ogni fantasia privata, attirano su di loro lo sguardo che proietta le sue proprie fantasie. Minnazze, dunque, come schermo e come proiettore al contempo delle più ardite spinte di superamento della falsa dicotomia natura/cultura. Ringraziamo la signora sheyla per indurci a rifiutare ogni ipotesi di heideggerianismo negativo:la technè è, e può essere, componente della felicità naturale.
P.s.:per maggiori ragguagli http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/maggiorata-guinness/1.html e http://www.myspace.com/sheylaalmeida2007

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