Progetti onesti per ragazze toste. Di: Il Minnocratico

Oggi una portata gustosissima per voi: Maria, una bella ragazza di Milano che lavora come camgirl e dotata di un seno naturale così tondo e perfetto che dovrebbe campeggiare come modello nello studio di qualunque chirurgo plastico del mondo. È direttamente lei a fornirci informazioni di primo pelo sul suo seno: “4 naturale, tutte originali dalla mia mamma” – ci dice, “adorate e indispensabili per la mia carriera”. Consiglia agli uomini di “toccarle sempre quando si fa all’amore”, e siamo convinti che il consiglio non verrà disatteso dai nostri diligenti lettori. Maria dispensa qualche dritta anche per le nostre sempre più numerose lettrici: “doccia fredda la mattina e crema specifica tutte le sere”: mi raccomando fanciulle, qui si fa sul serio. Maria ci dà l’impressione di essere una ragazza abbastanza svelta, ci blandisce dichiarandosi “Spontanea, leale, loquace, forse un po’ ninfomane. Ma anche presuntuosa e orgogliosa”, dosa al punto giusto provocazione e pragmatismo. Gestisce la vita professionale e privata come due mondi separati. “Nel privato amo gli uomini generosi e dotati “sopra” e “sotto” …ma adoro anche le donne…”. Forse sta mentendo, i nostri redattori si sono gettati come mosche al miele su www.SmartBest.eu, il bel sito in cui lavora Maria e del quale vi parleremo più avanti, e nella sezione “Le dimensioni contano?” ha trovato un piccolo trafiletto che la inchioda: pare che da un sondaggio fatto tra le fondatrici del sito, l’unica che abbia dichiarato che le dimensioni dell’ “attrezzo” non le interessano è stata proprio lei. Ma stiamo al gioco, anche perché ci interessa il fatto che Maria abbia effettuato una lunga gavetta: talvolta è incomprensibile come le cose belle fatichino a emergere; ha infatti iniziato come modella di intimo a 18 anni e a 21 ha svolto l’attività di ragazza immagine in alcuni locali. Adesso ha 31 anni, ed è una donna incantevole. Continuiamo ancora con le domande a bruciapelo, vogliamo vedere se davvero la ragazza ama il suo lavoro o se c’è dell’altro. Le chiediamo perché ha scelto questo lavoro: “Modella perchè avevo un bel corpo e forme generose e mi sono proposta a qualche fotografo e agenzia e mi hanno presa spesso per servizi di intimo speciale e sexy. La ragazza immagine è semplicemente capitato per conoscenze. La camgirl è stata un’idea di Francesca, mia amichetta preferita e co-fondatrice di Smartbest.eu. Ha iniziato prima lei e quando mi ha detto quanto ha guadagnato il primo mese…. mi sono subito iscritta anch’io!” La ragazza ci sembra capace e motivata, decidiamo di perseverare, chiedendole cosa vede nel suo futuro. Lei ipotizza un porno nell’immediato, un uomo bello ricco e dotato che la sposi nel lungo periodo. Si, la ragazza è capace. Sa che è il caso di mettere prima un po’ di fieno in cascina e poi godersi il frutto del guadagno con una persona accanto. Inoltre, ha il dono della condivisione, che è sempre apprezzato. “Progetti onesti per ragazze toste”, penso, e mi asciugo il sudore dalla fronte. Adesso decidiamo di parlare del progetto nel quale Maia è coinvolta e che interessa anche noi di Minnazze: appena abbiamo visto il sito www.smartbest.eu infatti siamo tutti sobbalzati sulle sedie; oltre alla bellezza delle fanciulle presenti, la cosa che ci ha colpito di più è stata l’idea di affiatamento ed efficienza che il sito trasmette. Chiediamo a Maria maggiori informazioni: “www.smartbest.eu è un sito che presenta il mondo degli Incontri Sexy e di tutto ciò che è connesso da un punto di vista femminile. È una splendida guida per scegliere dove trovare la compagna o il compagno per una sera o per la vita. Siamo 11 ragazze tra i 24 ed i 38 anni, ognuna ha un compito diverso nel selezionare le migliori opportunità di incontri sexy, incontri lesbo ecc.. È nato pochi mesi fa, ma ha preso piede in modo molto superiore alle nostre aspettative… il merito è tutto di Stefy, l’informatica del gruppo!”. Ascoltiamo assorti, noi che pensavamo che in 11 si potesse solo giocare a calcio. La cosa ci incuriosisce, chiediamo maggiori notizie sull’utenza media. Maria non lesina informazioni, è molto precisa e professionale e ha una bella parlantina: ”uomini al 70% (a giudicare dalle iscrizioni che fanno ai vari siti). Ma c’è anche un’area tutta al femminile, che curo io, per gli incontri solo tra donne. Nel mio lavoro di camgirl sono tutti uomini e non c’è un vero utente medio, anche se chi contatta me è soprattutto perchè ama che mi tocchi il seno mentre gioco con lui in cam e con i miei giochini..” Ecco, a questo punto gettiamo la spugna. La bella Maria ci ha dato una sincera lezione di pragmatismo e divertimento. Ci piace. Ci piace lei e ci piace il progetto che porta avanti insieme alle sue amiche. E ci piace pensarla alla sera, quando si deterge il seno con una crema apposita, per la serenità di noi puristi.

Il Minnocratico

Intervista a Mercedes Ashley (per minnofili non anglofoni)

Onesta’, fermezza e pragmatismo: questa e’ Mercedes Ashley. Considera una 4 abbondante  e ottieni la donna dei tuoi sogni.  Parliamo un po di Mercedes nell’attesa di vederla in Italia, speriamo:

1.Quando e come hai iniziato la tua carriera? Nel 2000. Ho chiesto ad un cameramen dell’industria pornografica di aiutarmi dopo aver fatto la spogliarellista per 4 anni.

2. Perche’ hai scelto questo mestiere? Perchè altro, adoro scopare!

3. Com’e’ stato il tuo primo film e quello a cui stai lavorando ora? Ho fatto bene nel mio primo film Pussyman, ora mi  sto facendo ammirare nel mio  fuck off. Scopo nei film per gli ammiratori.

Parlaci un po di te: sono una pornostar, sviluppo pagine web e sono una mamma di 2 figli. Faccio tutto molto bene.

4. che tipo di persona sei? Che intendi. Sono tutta queste cose. Tutte.

5. come combini vita privata e professionale? Io non le unisco. Sono separate. Ogni cappello lo indosso quando serve indossarlo.

Ora passiamo a quello che interessa I nostril lettori:

6. qual’e’ la misura delle tue minnazze? Ho una 34DD (una quarta abbondante)

7. Le minnazze credi ti siano utili per la tua carriera ? No, non sono importanti per quell che ne so. Molti ragazzi amano misure differenti.

8. Sono finte o naturali? Ho le protesi.

9. Qualche consiglio ai nostril lettori di minnazze? Nessun consiglio, voglio che ognuno sia contento semplicemendo essendo se stesso.

10. Che relazione hai con le tue minnazze? Buona, loro stanno morte di fronte a me! Ogni maledetto giorno della mia vita. Meglio avere una buona giornata.

Dio salvi Mercedes, gente! enjoy!

Intervista a Lisa Sparxxx (traduzione per i minnofili non anglofoni)

Immaginate una ragazza intraprendente, le sue minnazze e un sito internet da lei stessa lanciato:mescolate tutto e avrete l’esplosiva Lisa Sparxxx o Sparxx o Sparx o Sparks…lasciate stare il nome e segnatevi questo numero: 38 DD, la misura di reggiseno di Lisa (tradotto in italiano equivale ad una circonferenza seno di 102/107 centimetri..possiamo considerarle minnazze?certo che sì!). Le minnazze di Lisa sono naturali al contrario del nostro stupore nel vederle. Sterminata la sua filmografia che potete consultare nel sito che l’ha resa giustamente famosa: lisasparxxx.com

Con Lisa iniziamo una serie di interviste che saranno protagoniste del nostro blog e dei nostri tweets, insomma:delle twitterinterviste. Come i nostri fedeli lettori e lettrici sapranno non pubblichiamo immagini nè video, ma concettualizziamo il fenomeno minnazze. Potete vedere delle foto della splendida Lisa sul suo sito sopracitato. Ma diamo la parola a Lisa:

Ciao Lisa!
grazie per questa opportunità. Due parole sul nostro blog: Minnazze, è un termine italiano che significa tette grosse, vuole essere il punto di riferimento italiano e non, in cui le minnazze  non sono solo un ornamento, ma una filosofia di vita, sia per chi lo è e le ha  sia per chi le ama .
Passiamo all’intervista, queste sono le domande:

1.Quando e come hai iniziato la tua carriera? Ho iniziato a 8 anni fa con il mio sito web lisasparxxx.com e da lì è andata

2.Perché hai scelto questo lavoro? Ero alla ricerca di qualcosa di divertente da fare, dove io avrei pouto essere il mio capo … e questo lavoro è stato perfetto

3.Qual’è il tuo primo film e il film su cui stai lavorando ora? Il mio primo film è stato uno “scoppio”… e ho appena fatto un servizio per Naughty America ed  è stato divertente giocare alla Cowgirl!
Parlaci un po ‘ di te:
4.Che tipo di persona sei? Io sono il tipo di persona che si diverte con tutto .. io cerco di non prendere il mio posto di lavoro troppo sul serio perchè esso è divertimento!

5.Come unisci vita professionale e vita privata? È facile tenerle separate, perché sono completamente differenti. Il mio rapporto a casa non ha nulla a che fare con quello che faccio sul posto di lavoro cosa che  vale per la maggior parte del lavoro delle altre persone

Passiamo a ciò che riguarda i nostri lettori:
6.Qual’è la tua misura di minnazze? Ho un 38DD tutto naturale (ovvero una quinta, la DD sta per…Dio vi Venedica!)

7.Le minnazze credi siano state utili alla tua carriera? Penso che tutto è negli occhi di chi guarda … le minnazze sono divertenti in qualsiasi dimensione o  forma …naturali o rifatte!

8.Le tue sono rifatte o naturali? Sono completamente  naturali

9.Hai consigli per i  nostri lettori e le nostre lettrici sulle minnazze? Non ho consigli a riguardo

10.Che rapporto hai con le  tue minnazze? Mi divertono le mie minnazze e non mi preoccupo a  mostrarle ogni volta che posso :)

Grazie tante per questa intervista per i lettori italiani, continua a seguire il nostro blog come noi seguiamo la tua carriera.
Have a nice day!

due palloni sono meglio di uno: cristiano ronaldo verso un nuovo ingaggio?

Di pallone, si sa, è fatto questo mondo;  di palloni, metaforici si intende, è fatto questo blog: bella la vita del calciatore, ambito da chi palloni non li rincorre, ma con i palloni corre incontro alla vita e nelle nostre ingenue fantasie di un mondo fatto a forma di minnazze. Capita, quindi, che chi i palloni li possiede rincorra chi i palloni li insegue. E’ il caso, recente della splendida Katie Jordan Price (www.katieprice.co.uk) che dichiara, dopo essersi alleggerita (del fidanzato non delle minnazze, non temete!) di voler inseguire calciatori di prestigio e farli cadere nella sua rete di femmina dotata di sublimi ed evidenti qualità. Gli obiettivi sono Lampard e il più noto Cristiano Ronaldo. Non temiamo  sulla buona Katie Price che  reca con sè argomenti di seduzione difficilmente confutabili, siamo più perplessi sui gusti e sulle scelte di Cristiano Ronaldo: i calciatori tendono a scegliere maggiormente il modello velina (tendente mediamente ad una misera terza:ergo velina di ruolo e di fatto, nel senso di carta velina!) quindi il buon Cristiano potrebbe non intraprendere questa santa crociata. Restiamo con  il dubbio, legato alle difficoltà evidenti del calcio moderno,  su quanto questi calciatori siano consapevoli del loro ruolo di idealtipi di maschio moderno, ovvero: vale la pena pagare 94 milioni uno che corre e poi sta fermo di fronte ad una dichiarazione esplosiva dell’atomica Katie? In tal caso, fateci dire, che il Price pagato per avere C.Ronaldo in squadra non equivale al talento di Jordan!

Dolci minne di carta

Un breve post, una timida recensione, un doveroso tributo: tutto questo è per il libro “Il conto delle minne” di Giuseppina Torregrossa, edizioni Mondadori. Tutto parte dal “cuntu” (racconto) che Nonna Agata fa alla nipotina Agatina mentre, come ogni anno in onore della Santa di cui entrambe portano il nome, la nonna fa, e spiega alla nipote come si fanno,  i segreti delle cassatelle a forma di seno, le “minne”: leggenda vuole che alla Santuzza furono fatte tagliare le mammelle dal console Quinziano, che non sopportò di sentirsi respinto. La nonna ne ricava degli insegnamenti per la nipote riguardo al rapporto uomo-donna: “… devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane”. Il racconto si apre con le ricette dei dolci che la nonna cucina e insegna ad Agatina e si dipana intorno alle vicende di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie, per le quali le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell’orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa.

Un romanzo gustoso e ricco, un intreccio di minne reali e virtuali, da usare e consumare, da far vedere e da difendere e mangiare e preparare. Un romanzo che vi consigliamo: buona lettura, buon appettito e buone minne (ma queste, lo sapete, per noi sono sempre buone…specie se abbondanti!)!


Il seno più grande del mondo, ovvero:ancora su Natura e Cultura

Più volte in questo blog ci siamo soffermati sull’incontro/scontro tra natura/cultura, ovvero: meglio le minnazze naturali o rifatte? Il dibattito, anche pubblico, finalmente si è evoluto e non si nasconde che la questione è ormai matura per essere affrontata in maniera scientifica. In casa nostra, solo nell’ultima settimana, la publicazione di un sondaggio ci svela che gli italiani non sono contro i ritocchi, anche se preferiscono le minnazze naturali (gli esempi riportati dai media sono stati la D’Urso Vs Cristina del GF). La nostra posizione, più volte ribadita, è per un superamento di questo falso dilemma: forse la bellezza naturale non può divenire grazie alla cultura, alla tecnica, una bellezza superba? Noi confermiamo la nostra linea, sferica e minnica, di una minnazza che può diventare superlativa, una superminnazza. A tal pro, oltre l’esempio italico già riportato, rimandiamo i nostri lettori (cfr link in basso) al confronto tra il seno naturale più grande del mondo Vs il seno rifatto più grande del mondo. Quale di essi voi scegliate, ricordate sempre: il nostro mondo è a fomra di minnazze, la loro forma (e sostanza) supera il paradigma copernicano!

Confronta:

http://www.sabrinasabrok.com/galleries_s-.phphttp://

www.haisentito.it/articolo/norma-stitz-il-video-della-donna-con-il-seno-piu-grande-del-mondo/9955/

Deminnocrazia

Una vittoria importante nel solco filosofico che perseguiamo in questo blog:l’ignobile tassa sui reggiseni oversize nel Regno Unito è stata ritirata.  Come fosse una colpa avere le minnazze e non un privilegio, come se non dovessimo incentivare le signorine grandi forme piuttosto che penalizzarle. Per quel che ci riguarda i reggiseni che contengono, e speriamo sempre più a stento, le minnazze dovrebbero essere issati a vessillo di ogni democrazia libera, di ogni deminnocrazia! La ritirata strategica dell’infausta tassa, è stata accompagnata da manifesti in cui una signorina, per noi poco, procace, reca scritto sul suo davanzale :we boobed, abbiamo sbagliato, ma anche noi minnazze. Combattiamo il primo significato e sosteniamo come quei coraggiosi e fortunati reggiseni il secondo, gridiamo anche noi: per una società veramente democratica:viva le minnazze!W la deminnocrazia!

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/tassa-reggiseno/1.html

se k è la costante non c'è nessuna incognita..

Mi scuso con i miei 25 lettori per la lunga pausa. Pausa dovuta a una ricerca spossante nella realtà di ciò che in questo spazio è riflessione e speranze:le minnazze. A parte sparuti avvistamenti si nota un declino di quest’entità. Ma dopo tutto questo tempo, e nonostante la ritrosia delle minnazze nella virtualità, prendiamo spunto da un record per definire meglio i contorni del nostro progetto. Madame Sheyla Hershey attraverso un’intelligente ricerca chirurgica applicata a sè stessa, ci mostra con la sua taglia KKK come la costante moltiplicata per sè stessa annulli ogni possibilità di incognita. Le minnazze, ri-affermando sè stesse attraverso questo processo di inglobamento e sovrapposizione di tecnica e natura, eliminano ogni fantasia privata, attirano su di loro lo sguardo che proietta le sue proprie fantasie. Minnazze, dunque, come schermo e come proiettore al contempo delle più ardite spinte di superamento della falsa dicotomia natura/cultura. Ringraziamo la signora sheyla per indurci a rifiutare ogni ipotesi di heideggerianismo negativo:la technè è, e può essere, componente della felicità naturale.
P.s.:per maggiori ragguagli http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/maggiorata-guinness/1.html e http://www.myspace.com/sheylaalmeida2007

riflessioni geometriche

riflessioni geometriche

Ancora un’incursione geometrica nel dibattito che sta impegnando questo blog.
Gentile direttore, gentile colonnello Kurtz,
ho letto con piacere i vostri interventi riguardo al dibattito che in queste liete giornate si svolge presso lo spazio virtuale dal nome “Minnazze”. Vorrei, innanzitutto, porgere i miei più sinceri omaggi al Minnante, ringraziandolo per aver finalmente riportato alla ribalta un argomento che con troppa facilità ( causa forse la scomparsa di un vero e puro intellettualismo) era stato esiliato dal pensiero contemporaneo. Probabilmente è da attribuire proprio al mondo accademico la colpa di aver lasciato un concetto cosi nobile in balia di una massa ignorante e indisciplinata che l’ha usato impropriamente solo per fini commerciali.Al colonnello Kurtz vorrei porgere i miei ringraziamenti per lo spunto del dibattito. Per aver colto in prima battuta una questione centrale nel concetto “Minnazze” tra le tante che in futuro, mi auguro, ci troveremo a trattare. Dicevo per aver colto una questione spinosa e per averla accompagnata sapientemente con acute osservazioni e analisi, in cui è rintracciabile una finezza di ragionamento che ha indotto ognuno di noi a non cadere nella più becera polemica ma a metter mano all’aulica pratica del pensiero e farsi avanti. Di pari levatura e spessore ho notato essere la risposta del padrone di casa.Mi scuso per la noiosa introduzione, ma essendo questo il mio primo intervento mi sembrava alquanto doveroso e rispettoso presentare i miei ossequi a chi cosi magistralmente mi ha preceduto e mi permette, adesso, di apportare il mio modestissimo parere sull’argomento.
Sull’oggetto..Vorrei brevemente porre delle questioni circa l’oggetto del dibattito. Pur avendo letto con attenzione il manifesto di questo blog e l’ultimo intervento del Minnante credo che ancora non sia ben delineato il concetto di Minnazze. Bisogna che ognuno di noi a tempo debito torni a discutere, e ancor prima a riflettere, su ciò che si intende quando si dice: Minnazze. La metodologia proposta dal Direttore in risposta al Kurtz mi sembra troppo vaga e non opportunamente sviluppata. Pur riconoscendo la sottigliezza dell’argomentazione non trovo riscontro con quanto viene detto dopo. Cosa significa “Minnazza” come concetto e idea? Credo che sia un approccio sbagliato quello di separare il concetto di Minnazza dall’oggetto reale e “palpabile” su cui dovremmo dibattere e concentrare la nostra attenzione. Parlare di “ Metaminazza” o dire:..siamo fedeli alla minnazza come concetto, come idea e non come riduzione di essa a forma che la articola nella realtà.. per poi finire con un approccio di tipo verificazionista getta un po’ di confusione. È pur vero che il Minnante si richiama e si attiene al metodo logico-scientifico per la parte valutativa diretta a riqualificare la M.za ma, a par mio, ciò entra in netto contrasto con un idea di “Minazza” come causa di se stessa. Questo, probabilmente, è un limite di comprensione di chi scrive, ma credo che proprio la rigorosità del metodo sia di fondamentale importanza per portare avanti il gravoso compito che questo blog si è posto. Sono invece d’accordo con l’opportunità di rifuggire da qualsiasi nominalismo assoluto e la necessità richiamata dal Kurtz, sul finire del suo intervento, di tracciare i confini della disciplina per poter passare alla classificazione (di forme e oggetti reali?) e all’analisi.Per correttezza verso i miei interlocutori dichiaro che la mia volontà è quella di restare ben ancorato a forme e oggetti reali quando si parla di M.ze( mi pare di aver capito essere anche la posizione del dottor Panfo, che scrive contemporaneamente al sottoscritto)rinunciando a seguire strade Metafisiche. Più che sull’ “Oltre-Minnazze” preferisco concentrarmi sul “Tra-Minnazze”.
Un grave errore. Per una teoria della gabbia.Sulla questione posta dal Kurtz , Terza misura: terra di nessuno? Vorrei aggiungere due cose. La prima di carattere concettuale (a questo proposito faccio notare al Minnante che il Kurtz parla di 3a modulata e non di 3a avanzata. È sicuramente una svista di poco conto ma ai fini del dibattito diventa fondamentale l’uniformità dei concetti analizzati.) riguarda la 3a modulata. Secondo il mio punto di vista bisogna sottrarre la M.za alla variabile Tempo e concentrarci su un’analisi statica. Non possiamo, infatti, accettare che la M.za non sia oggi per essere domani, puntando che diventi tale per cause di carattere esogeno o endogeno. Pur apprezzando i benefici che il tempo può dare alle M.ze è vero anche che può procurare effetti disastrosi. M.za è a prescindere! Per questo motivo, in questa fase, lascerei da parte lo studio dinamico del fenomeno. Io resterei a “bocce” ferme.La seconda cosa riguarda la misurazione, e qua riscontro un gravissimo errore. Pur dando per buono il metodo detto della “quadra a 90°” (sia indice-medio sia palmo-palmo) le misurazioni risulterebbero tutte falsate. Vi faccio notare che non tutti gli indici, medi o palmi sono uguali. Non mi sembra che a Parigi, presso il museo dei pesi e delle misure, ci siano depositati queste parti del corpo umano tra il metro o il chilo universale. A quale misure vi richiamate? A quale metodo logico scientifico ? se poi usate per le misurazioni strumenti non tarati. Tutti noi conosciamo il principio di indeterminazione di Heisemberg nella parte in cui si richiama alle cifre significative, per questo io stesso non posso pretendere misure precise ma non posso neanche accettare un errore cosi grossolano.Dovrei accettare l’idea che M.za è tale tra i palmi del dottor kurtz e quelle di bambino di 4 anni?È lo strumento di misura che fa di una minna una M.za?La mia teoria della gabbia che consiste nell’avvolgere con la mano aperta la M.za non ha lo scopo di misurare l’oggetto (si riproporrebbe, infatti, lo stesso problema ed errore) ma solo quello di contribuire alla prima fase dell’approccio sperimentale cioè l’osservazione. Usare il tatto come lo sguardo e tutti gli altri sensi per dare inizio allo studio della Minnazza.Bisogna ripensare il metodo di misurazione o perseguire la classificazione per altre vie.
Angelo.

Un'affollata terra di nessuno

Ancora sulla polemica sollevata dal colonnello Kurtz:un contributo critico, a tratti duro ma propositivo. A voi.

Ha la sua dignità parlare di bellezza in termini matematici, non ricordo se Eco o la vincitrice di Veline dice “tutto ciò che si presenta simmetrico è bello, ciò che presenta asimmetrie è brutto”, se si sviluppa la questione in termini pitagorici (il palmo della mano con pollice e indice a pigreca mezzi) non si potrebbe obiettare alcunché; c’è un però, secondo tali assunti potrebbe paradossalmente essere bella Carmen Consoli o Pollon. Senza stare a scomodare l’ammorbante adagio secondo il quale “non è bello ciò che è bello…” e tutte le teorie sui gusti che, a detta dello scrivente, lasciano il tempo che trovano, si dovrebbe concentrare il discorso sulla natura stessa dell’essere UOMO: la riconoscibilità del soggetto interpolabile (perché è di ciò che credo si stia parlando e non di un più semplice guardare) è data dall’istinto che risponde a stimoli innati e inconsci, frutto dell’allattamento e della natura animalesca, quindi selvaggia, di ognuno di noi; non ricordo se gli Ustmamò o Anna Tatangelo fecero un quadro illuminante sull’affascinante pochezza delle bamboline “non ha peli non ha odori non caga neanche” (caga perché sono del nord, fossero stati romani caca, Paola non la Paola fica non figa). A mio modesto parere da questo punto di vista andrebbe sviluppata la discussione.
Minnazze è il termine con il quale si dovrebbero chiamare minne succose e selvagge; per essere più chiari non possiamo misurare il loro essere se non parametrandolo alla statura alla stazza e al peso del soggetto al quale sono appese.
Semper Voster
Panfo

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