Fenomenologia di una pornostar (e del suo compagno)

Sono allo Striptease di Milano, luogo di pionieri dell’arte dello spogliarello in Italia. Molte ragazze si aggirano leggere nel locale, una via di mezzo tra un salotto anni ‘80 e un capannone di concerti indie rock. Sono qui per intervistare Roberta Gemma.

Tanto per essere chiari, Roberta Gemma è la più importante pornostar italiana, erede di una progenie di notevole spessore che da Moana arriva fino a Selen. Siccome però siamo in Italia, dove le cose vengono apprezzate solo quando non ci sono più, il fenomeno-Roberta non turba più di tanto i sogni delle persone “giuste” e allora Roberta vola in America, dove cerca una produzione che riesca a valorizzare di più le sue doti. Il porno non è roba da gente con la puzza sotto il naso, e per diventare un nome importante nel settore è necessario anche fare produzioni forti. Roberta è passata in mezzo a questo tipo di film e adesso è giunto il momento di fare un salto di qualità che la consacri definitivamente come ultimo grande nome del porno italiano.

La prima cosa che mi è venuta in mente appena ho visto Roberta togliersi gli inutili vestiti che aveva addosso e andare incontro al suo pubblico, è stata che i locali di Striptease prima o poi andrebbero sdoganati. Certo, l’utenza non è delle migliori, ma sono le cinque del pomeriggio e probabilmente allo spettacolo serale ci saranno gruppi di ragazzi più festaioli, un addio al celibato, voglia di passare delle serate goliardiche senza voyerismi deteriori. Però, non è nelle attrici o nella struttura del locale che potrei ravvisare delle forme di repulsione da questo genere di posti: no, credo che il tutto sia nei frequentatori. Questa è l’ora dei malinconici nerd o dei languidi voyerur, dei sessantenni brillantinati e forse soli; pregnante l’atmosfera baustelliana, si potrebbero scrivere interi album di musica pop colto qui dentro. Indubbiamente, un posto simile accende fantasie, anche solo nella possibilità di vedere donne belle e sorridenti avvicinarsi senza proporsi, chiacchierare amabilmente con il sottofondo di un corpo accanto. Nulla che abbia a che fare con servizi particolari, in posti come questo è rigorosamente vietato, sia alle ragazze e sia agli utenti, andare oltre lo spogliarello. Solo, una via maschile alla leggerezza. Roberta ci piace per questo, perché interpreta a pieno il senso di questa espressione.

Il mio ingresso nell’Olimpo avviene grazie a Roberto, fidanzato e manager di Roberta; il locale mi accoglie con le inconsuete note di “A te” di Lorenzo:

“Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole,senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro”.

Inutile nascondervi che i miei occhi cercavano Roberta, in quel momento impegnata a organizzare il suo spettacolo.

Ci sediamo, il suo ragazzo mi dice che al momento è impegnata nei preparativi dello show. Poi mi racconta della vita che si fa in giro per l’Italia. In realtà sono da poco tornati da Miami, dove sono andati per lavoro. Si fa pressante il discorso sulla fragilità dell’industria hard italiana: molte attrici improvvisate, poco professionali, pronte a tutto e attratte dal guadagno facile. Gente che poi allontana un’intera fetta di pubblico moderato, anche femminile, che non sarebbe del tutto insensibile al fascino del settore. Mancano in Italia produzioni di alto livello, i grandi registi come Salieri non ci sono più e la crisi ha stretto i cordoni della case di produzione: inoltre, da noi il porno è ancora visto come una valvola di sfogo per gente “depravata”. In altri stati invece, il salto è stato già fatto. Gli italiani, strana gente, organizzano il Gay Pride e poi si vergognano di entrare in un locale di spogliarelli. L’unica soluzione è l’estero, l’America magari, la solita America.

Riaccavallo le gambe appollaiato sul divanetto, e scopro che non esiste solo la fuga dei cervelli.

Poi vengo interrotto da un applauso e da un annuncio, Roberto continua a parlarmi ma alle mie spalle Roberta si sta già spogliando. Lo sento dall’aria più vaporosa e calda. Lo sento dalle luci che si fanno più tenui. Lo vedo dal cameriere che prepara da bere più velocemente, lo vedo dagli sguardi intimoriti delle altre ragazze, che si accomodano sui divanetti come allieve in attesa di una lezione del maestro.

Riaccavallo le gambe per la seconda volta, e ho voglia di allentarmi la cravatta.

Nonostante tutto, mi concentro su Roberto, le sue parole mi rapiscono. Questa è una lezione, non un’intervista: “la differenza tra un gonzo movie e un film hard è che nel gonzo agli attori è permesso guardare la macchina da presa, mentre in un film hard no. In uno dei più importanti film girati da Roberta, Il museo della carne, attraverso un ingegnoso stratagemma, si cercava invece di sovvertire questo divieto: un lungo corridoio, delle porte con delle specie di oblò. L’attore guarda dentro e vede delle scene di sesso. Gli attori guardano nell’oblò, rappresentato dalla telecamera”.

Ecco, servirebbero produzioni di questo tipo. Giocare. Il sesso è gioco, non è guerra. Roberto e Roberta lo sanno. Avevo la curiosità di chiedere perché in certi film hard americani le attrici si rivolgono sempre verso il compagno con la faccia incarognita urlando “fuck me, shit!”. Mi sono fatto promettere da Roberta che lei non lo avrebbe mai fatto. Giocare. Il sesso è gioco, non è guerra.

Roberta si dice d’accordo: si tratterebbe solo di divertirsi a giocare anche con la macchina da presa, oltre che col corpo. E questo ci piace. Ci piace che non si riduca tutto a una cagnara di sesso. Ci piace aver capito quanto sia importante in un film porno l’uso delle luci (Salieri docet): anzi, crediamo che qualunque direttore della fotografia debba prima o poi cimentarsi col porno, perché il modo in cui la luce investe un corpo decide della potenza erotica che un corpo può sprigionare. Allo stesso modo, nei film  a basso costo, ci dice Roberto, spesso le luci vengono sparate addosso all’attrice con il risultato di appiattire le forme, sacrificando quindi la procacità di certi corpi. Insomma, il verbo è “smarmella Biascica! Smarmella tutto!”. Inoltre, nel porno molti attori non guardano nemmeno i film che girano, e questo è significativo della scarsa professionalità presente.

La carenza di produzioni di un certo livello ha spinto Roberta a valutare di partecipare ad alcuni programmi televisivi: produzioni come La pupa e il secchione potrebbero forse adattarsi alla sua indole esibizionista, ma noi di Minnazze dubitiamo che sia quella la strada giusta. Mi dice Roberto: “la differenza tra una soubrette e un’attrice porno è che la soubrette può aspirare a far carriera solo nel suo paese. L’attrice hard invece, se è brava, può aspirare a essere conosciuta a livello internazionale”. Fantastico. Rocco Siffredi insegna che anche il Made in Italy è una questione di sesso. Perché ciò non potrebbe avvenire per una donna?

Vi bastino alcuni dati: sesta di seno naturale, sguardo accattivante, molto professionale e allo stesso tempo genuina e curiosa. Finora è l’unica tra e tante fanciulle che abbiamo intervistato a non dispensare consigli su come conservare un seno perfetto: “io non faccio nulla per avere un seno perfetto” – ci dice – “anzi, quando ho iniziato a fare un po’ di palestra il seno non si è rassodato affatto”. Circa 17 film all’attivo, alcuni dei quali di notevole livello (Il Museo della carne su tutti, ma anche House of flesh mannequins, un horror sex da tenere sotto osservazione), qualche produzione nel cinema “per tutti”, video musicali (tra gli altri, Svegliarsi la mattina con gli Zero Assoluto e La fine del mondo dei Marsh Mallows). Presente su molte reti tv private nel ruolo di “call girl” (secondo noi è sacrificata, ma questioni contrattuali la legano ancora a questo tipo di produzioni), presente in programmi generalisti nel ruolo di se stessa (Maurizio Costanzo show per esempio); vincitrice di una sfilza interminabile di concorsi (davvero, impiegheremmo un pomeriggio intero a scriverli tutti); inoltre, vincitrice per tre anni di fila del Venus Berlin (2006/2008), il Pallone d’oro del porno, roba che è riuscita solo a Cruijff, Platini e Van Basten.

Dal 2009 è testimonial del canale digitale terrestre Dahila tv, un buon canale nel quale Roberta fa la sua bella figura. Mossa azzeccata, anche questo ci piace: da qualche anno Roberta è presente come testimonial e madrina in diversi eventi. Se la cosa può senza dubbio rappresentare un importante passo in avanti, d’altro canto potrebbe essere visto anche come un modo elegante per tenersi in disparte nell’attesa di una consacrazione definitiva.

Tutte queste cose me le raccontano insieme, ma Roberto sembra essere la memoria storica e la banca dati della carriera di Roberta. Lei ascolta, sorrise, interviene, annuisce. Lei si fida.

In effetti Roberto in tutto questo mi da una certa sicurezza: parla in maniera molto lenta e precisa, ed è di un garbo e un’educazione veramente di altri tempi. Ha un paio di occhiali da sole, è alto e piazzato. Ha movenze accoglienti, lievemente impacciato ma molto spontaneo. Proprio per questo suo carattere spontaneo, mi racconta molte cose del mondo del porno: invidie, gelosie, paure. Rapporti con registi che avrebbero potuto segnare in punto di svolta nella carriera di Roberta ma che poi sono tramontati per apparenti capricci (ma secondo noi è stato molto meglio così), produttori di lunga esperienza che si attaccano a piccole meschinità di ordine contrattuale pur di incatenare ancora il proprio nome a quello di Roberta, per non parlare poi di tanti concorsi in definiva truccati o pilotati.

Roberta ha esordito partecipando per gioco a dei concorsi di nudo artistico. Siccome finiva per vincerli senza storia, è cominciato a nascere un tam tam tra addetti ai lavori. Alcuni film girati col ragazzo e poi alcune produzioni più “istituzionali”. Un pubblico di affezionati che non l’ha mai abbandonata e che continua a seguirla ancora adesso (mentre chiacchiero con Roberto un ragazzo arriva complimentandosi con lui; poi Roberta si allontana per firmare autografi. Poche volte ho visto sguardi così estasiati, a tratti beati, dimentichi di ogni affanno. Rimango impressionato: poi mi rendo conto che è anche il mio sguardo).

Insomma, una carriera iniziata per caso, e che ha interrotto una vita che supponiamo sia stata ricca e piacevole (le lezioni di danza moderna, Roberta ne parla con vivace leggerezza) ma anche molto inappagante (i primi lavoretti per iniziare a guadagnarsi da vivere, le difficoltà di dover fare lavori poco gratificanti).

Guardo il suo fan allontanarsi, e chiedo a Roberta che opinione ha del suo pubblico. Lei mi dice che c’è un rapporto di reciproca e circolare passione: lei ama il suo pubblico e a sua volta è riamata. In tal senso però, Roberta evita la mia reale intenzione, e cioè capire come fa una bella ragazza come lei a farsi toccare da uomini spesse volte brutti, o laidi, o altro. Lei mi da una risposta monacale: magari sono persone sole, che non hanno nessuno vicino e può far piacere ricevere le attenzioni di una bella ragazza per qualche minuto. Questa risposta non mi convince, credo piuttosto che sia una questione di lavoro. Roberta però è oggettivamente una ragazza spontanea e genuina: credo che se avesse voluto dirmi che in realtà le fa schifo, forse me lo avrebbe detto.

Si sta facendo buio a Milano, Roberta deve prepararsi per lo show serale. Si prevede un grande afflusso di gente. Roberta non vuole farsi aiutare  a trascinare il trolley: “grazie, ma non mi piace farmi aiutare”.

Ci congediamo, mi piacerebbe reincontrarli, Roberto e Roberta. Poche volte ho visto una coppia così affiatata. Cadono parecchi miei pregiudizi in un pomeriggio di maggio.

Faccio due foto prima di congedarmi: prima di tutto, io sono un fan.

Poi penso che, anno più anno meno, alla fine siamo coetanei, e la cosa mi piace. Torno a casa con un quadernone pieno di appunti, come quando andavo a lezione all’università.

Fantastico.

Buona fortuna ragazzi, e buona serata: Milano vi aspetta.

By: Il Minnocratico

Una Terra-Terza di Minnazze

Tempo fa su questo blog affrontammo una discussione lanciata dal Colonnello Kurtz (confronta il  post: “Terza terra di nessuno?”). Qualcuno potrebbe accusarci di intelettualismi accademici, per questo chiediamo a un’esperta: Nikol Brown, la bellissima sexy star da molti, giustamente, amata.

Redazione: “Nikol  Qual’è la tua misura di minnazze?

Nikol Brown: “HAHHAHAHAHAH…HO UNA 3a

Red.: “beh, a noi non sembra male, anche se sai che in questo sito privilegiamo le Minnazze. Prova a fare cambiare idea ai nostri lettori e alle nostre lettrici, dì loro qualcosa sulle Minnazze!”

NB: “….Beh.. AI LETTORI UOMINI DI NON DISCRIMINARE CHI HA LE TETTE RIFATTE E AL CONTRARIO DI NON CRITICARE CHI LE HA PICCOLE…NON è DI CERTO LA GRANDEZZA CHE RENDE SEXY…ALLE DONNE DIREI SE PENSATE DI RIFARVELE STATE ATTENTE …PERCHè UN BEL SENO RIFATTO BENE NON VI FA SENTIRE DIVERSE DA COME SIETE SEMPRE STATE …MA VI METTE A PROPRIO AGIO CON IL VOSTRO CORPO, E POI DIFFIDATE DA MOLTI CHIRURGHI POCO PROFESSIONALI…”

Dannazione, la ragazza ha le idee chiare…la nostra fede potrebbe aprirsi alla scoperta della Terza che non sarebbe più una terra di nessuno…Continuiamo a indagare..

Red.: “Nikol nonostante la bellezza del tuo seno non possiamo non appellarci alla nostra fede nelle minnazze, anche quando sono rifatte, sebbene le tue osservazioni e i consigli che hai appena dato alle nostre lettrici siano molto acuti e perspicaci…ma fammi fare l’avvocato del diavolo: tu che ne sai? Le tue sono naturali, no?”

NB: “SONO RIFATTISSIME HEHEEHEE..E ANCHE BENE TANTO DA SPACCIARLE PER NATURALI!”

Questa Redazione lo ammette: abbiamo subìto un duro colpo, pensavamo di discernere bene le minne naturali da quelle rifatte..ma qui siamo oltre la chirurgia ben fatta (indispensabile come ricordava Nikol)..siamo nell’inganno percettivo, siamo in un quadro di Maurits Cornelis Escher..siamo completamente rapiti dagli occhioni di Nikol e dal suo sorriso. Meglio allontanarci un po’ dal nostro argomento, potremmo essere indotti a pensare che la Terza abbia dignità di Minnazze, e sinceramene guardando la Terza di Nikol non comprendiamo bene perché non dovrebbe essere così…meglio chiedere a Lei..

Red.: “Tu hai “solo” una terza, eppure è da  bel po’ che popoli la scena e  i sogni di molti di noi…ma quanto sono importanti le minnazze per fare carriera?

NB: “BHA…SI E NO DIREI!!! SICURAMENTE UN SENO PROSPEROSO è BELLO DA VEDERE E DA ESIBIRE , SOPRATTUTTO CON DETERMINATI TIPI DI ABBIGLIAMENTO, MA CREDO CHE LA CARRIERA NON SIA SOLO DETERMINATA DALLE CURVE MA ANCHE DA FATTORI BEN PIù IMPORTANTI.”

La ragazza non vacilla per un attimo, bella è bella e anche bella tosta..meglio cambiare strada…

Red.: “A proposito di carriera, tu come e quando hai iniziato?”

NB: “CIRCA ALL’ETà DI 20 ANNI DIREI DIECI ANNI FA …ESATTAMENTE QUANDO MI TROVAI A ROMA PER STUDIARE, INIZIò TUTTO PER GIOCO. HO SEMPRE DESIDERATO LAVORARE NEL CAMPO DELLO SPETTACOLO E SOPRATTUTTO ADORO ESIBIRMI DAVANTI AL PUBBLICO E SUL PALCOSCENICO ED ESSENDO MOLTO ESIBIZIONISTA HO SCELTO DI SEGUIRE QUESTA CARRIERA INIZIANDO A LAVORARE NEI LOCALI NOTTURNI DELLA CAPITALE E SUCCESSIVAMENTE NEI LAP DANCE E NELLE TELEVISIONI NOTTURNE.(FUEGOTV E DIVAFUTURA CHANNEL). IO ESSENZIALMENTE ESEGUO PERFORMER PARTICOLARI, HO INIZIATO CON SHOW NORMALISSIMI, SPETTACOLI DI STRIP NEI LOCALI E PER LE FESTE PRIVATE, TIPO CELIBATI E COMPLEANNI PER POI SPECIALIZZARMI IN SHOWS CON FUOCO , RETTILI E CON LIQUIDI PARTICOLARI.

OPPURE IN DISCOTECA CON DELLE ESIBIZIONI DA TOPLESS VOCALIST , INSOMMA SONO ECLETTICA COME ARTISTA..”

Red.: “Eclettica e capace, siamo contenti di questa conoscenza e come noi sono contenti i molti fans che ti seguono..chi sono i tuoi fans? Chi ti segue e..perchè? Prova a tracciarci un profilo del “popolo” che assiste alle tue performance”

NB: “I MIEI FANS O CHI MI SEGUE SONO PREVALENTEMENTE MASCHIETTI, DONNE POCHE E SE CI SONO SONO SOLO MIE FANS SU I SOCIAL NETWORK, TIPO FACEBOOK O MYSPACE.GLI UOMINI SPESSO ASSISTONO AI MIEI SHOW PER PURA CURIOSITà, OPPURE PERCHE MI HANNO VISTA IN TV. è DIFFICILE OGGI, INCONTRARE PERSONE MALEDUCATE NEI LUOGHI PUBBLICI, ANCHE PERCHè I LOCALI SONO BEN PROTETTI DA BODY GUARD.RARAMENTE HO CONOSCIUTO GENTE OSSESSIONATA , MA DI CERTO LA MAGGIOR PARTE DI CHI MI VIENE A VEDERE O MI VUOLE CONOSCERE LO FA SOPRATTUTTO PER ARRIVARE A SCOPI SESSUALI.”

Nikol..idee chiare e sorriso disarmante, siamo felici e arresi.

Red.: “Nikol stiamo terminando e siamo contenti di questa chiacchierata, speriamo di avere un’altra possibilità in futuro. A tal pro, cosa vedi nel tuo futuro?”

NB: “IL FUTURO? DICO SEMPRE DI VIVERE IL PRESENTE, ANCHE PERCHE’ IN QUESTO SETTORE BISOGNA FRUTTARE ASSOLUTAMENTE LA QUOTIDIANITA’…”

Red.: “Come fai a far perdere la testa a chi incontri, noi compresi, e ad avere questa lucidità? Non è certo il solo tuo aspetto fisico Nikol..cosa nasconde la tua bellezza, chi sei?”, chiediamo ridendo rilassati e curosi..

NB: “FONDAMENTALMENTE , DI CARATTERE SONO ESPANSIVA, SOLARE E DINAMICA, AMO MOLTO STARE IN MEZZO ALLA GENTE ANCHE SE NEGLI ULTIMI TEMPI MI SONO ISOLATA UN Pò, SOPRATTUTTO PERCHè DELLE VOLTE CHI LAVORA NELLO STRESS COME NOI SEXY STAR O PORNOSTAR, HA BISOGNO DI RIPOSO FISICO E MENTALE …PER RECUPERARE .”

Saggia, non c’è che dire.

Red.: “recuperare e basta? Non c’è anche qualche difficoltà a gestire e dividere la vita privata da quella pubblica?”

NB: “LA MIA VITA PRIVATA E’ MOLTO EQUILIBRATA E SICCOME SONO UNA PERSONA MOLTO REGOLARE, RIESCO A TENERE TUTTO SOTTO CONTROLLO.”

Ci arrendiamo completamente. Il colonnello Kurtz ha avuto a distanza una risposta esaustiva che noi non riuscimmo a dare. E lo diciamo chiaramente: la Terza di Nikol ci piace, e ci piace Nikol..solare, intelligente e calma…ci induce a pensare alla possibilità di una Terra dove quiete e piacere convivano, una Terra-Terza rispetto anche alle nostre Minnazze…

Red.: “Nikol, questo blog è Minnazze-dipendente, ma ti ringraziamo di cuore, ci hai mostrato la bellezza e la potenza di una Terza..ci prometti che continuerai a trattare bene queste tue minne?”

NB: “LE ADORO …LE MASSAGGIO SPESSO E LE METTO SEMPRE IN MOSTRA HEHEHEH…D’ALTRONDE SI DICE CHI MOSTRA LA PROPRIà BELTà GODE AL 50 % HEHEHEHEH…”

Progetti onesti per ragazze toste. Di: Il Minnocratico

Oggi una portata gustosissima per voi: Maria, una bella ragazza di Milano che lavora come camgirl e dotata di un seno naturale così tondo e perfetto che dovrebbe campeggiare come modello nello studio di qualunque chirurgo plastico del mondo. È direttamente lei a fornirci informazioni di primo pelo sul suo seno: “4 naturale, tutte originali dalla mia mamma” – ci dice, “adorate e indispensabili per la mia carriera”. Consiglia agli uomini di “toccarle sempre quando si fa all’amore”, e siamo convinti che il consiglio non verrà disatteso dai nostri diligenti lettori. Maria dispensa qualche dritta anche per le nostre sempre più numerose lettrici: “doccia fredda la mattina e crema specifica tutte le sere”: mi raccomando fanciulle, qui si fa sul serio. Maria ci dà l’impressione di essere una ragazza abbastanza svelta, ci blandisce dichiarandosi “Spontanea, leale, loquace, forse un po’ ninfomane. Ma anche presuntuosa e orgogliosa”, dosa al punto giusto provocazione e pragmatismo. Gestisce la vita professionale e privata come due mondi separati. “Nel privato amo gli uomini generosi e dotati “sopra” e “sotto” …ma adoro anche le donne…”. Forse sta mentendo, i nostri redattori si sono gettati come mosche al miele su www.SmartBest.eu, il bel sito in cui lavora Maria e del quale vi parleremo più avanti, e nella sezione “Le dimensioni contano?” ha trovato un piccolo trafiletto che la inchioda: pare che da un sondaggio fatto tra le fondatrici del sito, l’unica che abbia dichiarato che le dimensioni dell’ “attrezzo” non le interessano è stata proprio lei. Ma stiamo al gioco, anche perché ci interessa il fatto che Maria abbia effettuato una lunga gavetta: talvolta è incomprensibile come le cose belle fatichino a emergere; ha infatti iniziato come modella di intimo a 18 anni e a 21 ha svolto l’attività di ragazza immagine in alcuni locali. Adesso ha 31 anni, ed è una donna incantevole. Continuiamo ancora con le domande a bruciapelo, vogliamo vedere se davvero la ragazza ama il suo lavoro o se c’è dell’altro. Le chiediamo perché ha scelto questo lavoro: “Modella perchè avevo un bel corpo e forme generose e mi sono proposta a qualche fotografo e agenzia e mi hanno presa spesso per servizi di intimo speciale e sexy. La ragazza immagine è semplicemente capitato per conoscenze. La camgirl è stata un’idea di Francesca, mia amichetta preferita e co-fondatrice di Smartbest.eu. Ha iniziato prima lei e quando mi ha detto quanto ha guadagnato il primo mese…. mi sono subito iscritta anch’io!” La ragazza ci sembra capace e motivata, decidiamo di perseverare, chiedendole cosa vede nel suo futuro. Lei ipotizza un porno nell’immediato, un uomo bello ricco e dotato che la sposi nel lungo periodo. Si, la ragazza è capace. Sa che è il caso di mettere prima un po’ di fieno in cascina e poi godersi il frutto del guadagno con una persona accanto. Inoltre, ha il dono della condivisione, che è sempre apprezzato. “Progetti onesti per ragazze toste”, penso, e mi asciugo il sudore dalla fronte. Adesso decidiamo di parlare del progetto nel quale Maia è coinvolta e che interessa anche noi di Minnazze: appena abbiamo visto il sito www.smartbest.eu infatti siamo tutti sobbalzati sulle sedie; oltre alla bellezza delle fanciulle presenti, la cosa che ci ha colpito di più è stata l’idea di affiatamento ed efficienza che il sito trasmette. Chiediamo a Maria maggiori informazioni: “www.smartbest.eu è un sito che presenta il mondo degli Incontri Sexy e di tutto ciò che è connesso da un punto di vista femminile. È una splendida guida per scegliere dove trovare la compagna o il compagno per una sera o per la vita. Siamo 11 ragazze tra i 24 ed i 38 anni, ognuna ha un compito diverso nel selezionare le migliori opportunità di incontri sexy, incontri lesbo ecc.. È nato pochi mesi fa, ma ha preso piede in modo molto superiore alle nostre aspettative… il merito è tutto di Stefy, l’informatica del gruppo!”. Ascoltiamo assorti, noi che pensavamo che in 11 si potesse solo giocare a calcio. La cosa ci incuriosisce, chiediamo maggiori notizie sull’utenza media. Maria non lesina informazioni, è molto precisa e professionale e ha una bella parlantina: ”uomini al 70% (a giudicare dalle iscrizioni che fanno ai vari siti). Ma c’è anche un’area tutta al femminile, che curo io, per gli incontri solo tra donne. Nel mio lavoro di camgirl sono tutti uomini e non c’è un vero utente medio, anche se chi contatta me è soprattutto perchè ama che mi tocchi il seno mentre gioco con lui in cam e con i miei giochini..” Ecco, a questo punto gettiamo la spugna. La bella Maria ci ha dato una sincera lezione di pragmatismo e divertimento. Ci piace. Ci piace lei e ci piace il progetto che porta avanti insieme alle sue amiche. E ci piace pensarla alla sera, quando si deterge il seno con una crema apposita, per la serenità di noi puristi.

Il Minnocratico

Intervista a Lisa Sparxxx (traduzione per i minnofili non anglofoni)

Immaginate una ragazza intraprendente, le sue minnazze e un sito internet da lei stessa lanciato:mescolate tutto e avrete l’esplosiva Lisa Sparxxx o Sparxx o Sparx o Sparks…lasciate stare il nome e segnatevi questo numero: 38 DD, la misura di reggiseno di Lisa (tradotto in italiano equivale ad una circonferenza seno di 102/107 centimetri..possiamo considerarle minnazze?certo che sì!). Le minnazze di Lisa sono naturali al contrario del nostro stupore nel vederle. Sterminata la sua filmografia che potete consultare nel sito che l’ha resa giustamente famosa: lisasparxxx.com

Con Lisa iniziamo una serie di interviste che saranno protagoniste del nostro blog e dei nostri tweets, insomma:delle twitterinterviste. Come i nostri fedeli lettori e lettrici sapranno non pubblichiamo immagini nè video, ma concettualizziamo il fenomeno minnazze. Potete vedere delle foto della splendida Lisa sul suo sito sopracitato. Ma diamo la parola a Lisa:

Ciao Lisa!
grazie per questa opportunità. Due parole sul nostro blog: Minnazze, è un termine italiano che significa tette grosse, vuole essere il punto di riferimento italiano e non, in cui le minnazze  non sono solo un ornamento, ma una filosofia di vita, sia per chi lo è e le ha  sia per chi le ama .
Passiamo all’intervista, queste sono le domande:

1.Quando e come hai iniziato la tua carriera? Ho iniziato a 8 anni fa con il mio sito web lisasparxxx.com e da lì è andata

2.Perché hai scelto questo lavoro? Ero alla ricerca di qualcosa di divertente da fare, dove io avrei pouto essere il mio capo … e questo lavoro è stato perfetto

3.Qual’è il tuo primo film e il film su cui stai lavorando ora? Il mio primo film è stato uno “scoppio”… e ho appena fatto un servizio per Naughty America ed  è stato divertente giocare alla Cowgirl!
Parlaci un po ‘ di te:
4.Che tipo di persona sei? Io sono il tipo di persona che si diverte con tutto .. io cerco di non prendere il mio posto di lavoro troppo sul serio perchè esso è divertimento!

5.Come unisci vita professionale e vita privata? È facile tenerle separate, perché sono completamente differenti. Il mio rapporto a casa non ha nulla a che fare con quello che faccio sul posto di lavoro cosa che  vale per la maggior parte del lavoro delle altre persone

Passiamo a ciò che riguarda i nostri lettori:
6.Qual’è la tua misura di minnazze? Ho un 38DD tutto naturale (ovvero una quinta, la DD sta per…Dio vi Venedica!)

7.Le minnazze credi siano state utili alla tua carriera? Penso che tutto è negli occhi di chi guarda … le minnazze sono divertenti in qualsiasi dimensione o  forma …naturali o rifatte!

8.Le tue sono rifatte o naturali? Sono completamente  naturali

9.Hai consigli per i  nostri lettori e le nostre lettrici sulle minnazze? Non ho consigli a riguardo

10.Che rapporto hai con le  tue minnazze? Mi divertono le mie minnazze e non mi preoccupo a  mostrarle ogni volta che posso :)

Grazie tante per questa intervista per i lettori italiani, continua a seguire il nostro blog come noi seguiamo la tua carriera.
Have a nice day!

due palloni sono meglio di uno: cristiano ronaldo verso un nuovo ingaggio?

Di pallone, si sa, è fatto questo mondo;  di palloni, metaforici si intende, è fatto questo blog: bella la vita del calciatore, ambito da chi palloni non li rincorre, ma con i palloni corre incontro alla vita e nelle nostre ingenue fantasie di un mondo fatto a forma di minnazze. Capita, quindi, che chi i palloni li possiede rincorra chi i palloni li insegue. E’ il caso, recente della splendida Katie Jordan Price (www.katieprice.co.uk) che dichiara, dopo essersi alleggerita (del fidanzato non delle minnazze, non temete!) di voler inseguire calciatori di prestigio e farli cadere nella sua rete di femmina dotata di sublimi ed evidenti qualità. Gli obiettivi sono Lampard e il più noto Cristiano Ronaldo. Non temiamo  sulla buona Katie Price che  reca con sè argomenti di seduzione difficilmente confutabili, siamo più perplessi sui gusti e sulle scelte di Cristiano Ronaldo: i calciatori tendono a scegliere maggiormente il modello velina (tendente mediamente ad una misera terza:ergo velina di ruolo e di fatto, nel senso di carta velina!) quindi il buon Cristiano potrebbe non intraprendere questa santa crociata. Restiamo con  il dubbio, legato alle difficoltà evidenti del calcio moderno,  su quanto questi calciatori siano consapevoli del loro ruolo di idealtipi di maschio moderno, ovvero: vale la pena pagare 94 milioni uno che corre e poi sta fermo di fronte ad una dichiarazione esplosiva dell’atomica Katie? In tal caso, fateci dire, che il Price pagato per avere C.Ronaldo in squadra non equivale al talento di Jordan!

Niente mezze misure?

Riceviamo un interessante contributo che pubblichiamo volentieri. Gli utenti di questo Blog ci mostrano ancora una volta un profilo e uno spessore non indiferrenti, proprio come piace a noi…o forse no?E’ questo l’interrogativo che pone il seguente post, una riflessione tutta da fare. Per ora da leggere. A voi, alla prossima

Terza misura: terra di nessuno?

Il dibattito sull’oggetto di studio “minna” (d’ora in avanti m.) si è negli ultimi anni arenato in modo fuorviante sulla inutile necessità di identificare il soggetto-contenitore e conduttore della m. stessa, perdendo di vista la peculiarità del nostro oggetto di studio, che deve sempre essere legato a una prospettiva essenziale e mai contestuale. Tale prospettiva è necessaria per fare piazza pulita di una serie di sovrastrutture di ordine estetico che rendono la riflessione sulla m. un passatempo di poca rilevanza. Così, è nostra intenzione fornire delle categorie di pensiero capaci di costituire dei validi strumenti di riflessione sulla questione.

La prima categoria che vorremmo introdurre è relativa a ciò che è effettivamente il nostro oggetto di studio e ciò che potrebbe esserlo, ma ancora non lo è. L’esplicitazione di quell’ancora è l’oggetto del nostro intervento: definire le frontiere dello studio sulle m. obbliga infatti a sconfinare in una terra di nessuno, nella quale hanno trovato fortuito alloggio tutte le donne portatrici di una terza misura. Il limbo nel quale queste fanciulle si trovano è oramai eccessivamente affollato e a noi spetta il dovere di fare chiarezza sul ruolo che la terza misura riveste all’interno del dibattito sulla m. Può la terza misura essere considerata alla stregua di una “minnazza” (d’ora in avanti m.za) oppure deve essere blandamente annoverata nei nostri almanacchi come un’irrilevante seconda o, peggio, messa al bando come un volgarissimo seno al silicone, autentico scempio dell’umana natura? il timore di trovarsi difronte a un oggetto di studio che sfugge a una presa immediata è senza dubbio incombente, ma risulta anche stimolante ai fini del nostro dibattito. Il Minnante, in uno dei suoi numerosi interventi, ha asserito che “sotto la quarta non è vero amore, sotto la quarta è ipocrisia” (slogan di grande effetto, che, ne siamo convinti, farà presto da apripista per una definitiva riscoperta dell’oggetto m., oggi ancora relegato o nei bassifondi della pornografia o, peggio, nella rustica e onanistica comicità da caserma); ora, noi non vorremmo che un eccessivo entusiasmo porti a trascurare la validità di terze misure a nostro avviso meritevoli di interesse. Alcuni esempi dall’immaginario televisivo erotico-domestico: Elisabetta Canalis, Paola Barale (non ai tempi della collaborazione con Mike Bongiorno, ma nel periodo della sua “seconda giovinezza” a  Buona Domenica), Alessia Marcuzzi dopo l’intervento (esposta tra l’altro a una ingenerosa damnatio memoriae dai puristi della m.za), Paola Perego, la stessa Barbara D’Urso, benché crediamo millanti misure maggiori ma in realtà disponga di una terza ben strutturata. A nostro avviso, queste incantevoli donne dovrebbero a buon diritto essere valutate dai nostri esperti di m.ze, che dovrebbero ulteriormente acquisire il fiuto di un cane cacciatore di tartufi, soprattutto laddove, dietro un’apparente terza, si nasconde una terza modulata, ovvero una terza misura di partenza che, nei momenti di maggiore fertilità della donna, raggiunge proporzioni inaspettatamente interessanti ai fini della nostra riflessione. La terza modulata, a nostro avviso, ha tutti i requisiti per emanciparsi dal limbo della terza vera e propria, poiché tende a una maggiore espansione. Per quanto riguarda le coppe, è chiaro che una terza coppa a, sebbene gradevole alla vista, non vada annoverata nel nostro dibattito; così come una terza coppa c possiede il volume e la plasticità necessari a convergere in maniera completa e piena nella presa. Un parametro a nostro avviso valido e varie volte sperimentato con soggetti donne di nazionalità europea, razza bianca, 25-30 anni, ci ha portato a identificare un parametro capace di fare da banco di prova per una terza misura, identificandone l’aspetto modulare o la tendenza alla staticità e a una debole espansione: se, per contenere la m., è sufficiente che il pollice disegni un angolo fino a 45º con l’indice, in modo che il palmo disegni una parabola ad arco rigido sulla m., senza che la m. debordi dalla mano, allora l’ipotesi è che ancora la m. non ha i requisiti per essere considerata m.za. Se invece il palmo è ben steso con l’indice e il pollice a formare un angolo di 90º e la m. manifesta il famoso fenomeno di esondazione, allora non vediamo perché dobbiamo ancora ostinarci a polemizzare sul fatto se la terza misura sia o no degna di nota. Per concludere, nel dibattito tra i puristi e i modernisti, noi ci schieriamo tra i modernisti della m.za, poiché intendiamo allargare l’oggetto di studio anche a quei fenomeni modulari che, a oggi, rappresentano una delle colonne d’Ercole della disciplina. Proprio per questo motivo (oltre che per esigenze spazio e di tempo di lettura) questo intervento si configura come il primo di una serie di articoli che si prefiggono lo scopo di esplorare i confini della disciplina in modo da passare successivamente alla classificazione e quindi all’analisi del fenomeno-minna.

Colonnello Kurtz

Lettere al Direttore

Riceviamo e pubblichiamo un interessante lettera di un nostro lettore. Replicheremo nell’immediato, ma per ora ne diamo pubblica lettura:

Gentile Minnante,

 

le vorrei scrivere due righe su un’esperienza accadutami alcuni mesi fa e che, a mio modesto avviso, costituisce una seria pregiudiale giuridica nell’ambito dei rapporti di coppia, con serie ripercussioni anche sul diritto canonico e sull’attuale dibattito sulle convivenze di genere. L’episodio è il seguente: alcune settimane fa ho avuto modo di conoscere una conturbante fanciulla nel mio luogo di lavoro (mi occupo di pubbliche relazioni per una grossa società di consulenza finanziaria). La ragazza si è subito dimostrata sensibile alle mie attenzioni e, dopo qualche settimana di corteggiamento, ha accettato un mio invito a cena fuori. Premetto che il motivo del mio interesse era il seno generoso che mi sembrava di intuire dalle forme della ragazza in questione. Per farla breve, dopo un po’ di tempo, è iniziata una bella relazione sentimentale che ha avuto il suo momento culminante due sere fa, quando Marina (nome di fantasia), mi ha invitato a casa sua. In questa occasione, la ragazza si è spogliata, evidenziando delle grosse carenze sulle misure del seno: il push up ne aumentava il volume, e una banale seconda era diventata un’irresistibile quarta, garantendosi così l’ingresso oltre la soglia dell’amore vero e proprio. Ho fatto il mio dovere di uomo, soddisfacendola, ma niente era più come prima. Che fine avevano fatto quei frutti così agognati? inutile dire che da parte mia non c’è più il trasporto di prima, il quale ha oramai lasciato spazio a una severa riflessione sulla necessità di tutelarci da quelle che potremmo definire “frodi di genere”. Un mio amico avvocato mi ha parlato del potenziale reato di pubblicità ingannevole. E’ così? Lei cosa ne pensa?

 

colgo l’occasione per ringraziarla per questo autoervole spazio di dibattito su un tema che è stato, è e sarà sempre al centro delle nostre più dolci riflessioni.

 

A presto,

 

Lucio F., Novara

le minnazze perfette

LA MINNA PERFETTA

L’estate si esibisce in corpi pensati nell’uggia invernale. Il tepore invernale era solo il modo per scaldare l’epidermide e prepararla a ben altra temperatura.Ma questo è storia, ed è, lo ammettiamo, solo un escamotage per collegare due temi più vicini al nostro sentire:quelli che chiameremo I CORPI PRONTI e l’alta temperatura che questi generano non in sè, ma verso gli altri…cioè noi.è chiaro, data la finalità di questo blog, che quando diciamo corpi intendiamo minnazze, e non si legga questo espediente come una reductio ad unum della complessità del fenomeno, tutt’altro(si rimanda al nostro manifesto).
Passando all’oggetto di questo post definiamo subito i CORPI PRONTI come quei corpi che trovano nella proiezione delle MINNAZZE la conclusiva perfezione a cui gli altri/le altre tendono nel tempo. Le minnazze, infatti, si proiettano già come un essere nel mondo soggetivante, acquisendo specifica autonomia percettiva e imponendosi alla realtà senza bisogno di averla costruita nel tempo pregresso. Ci spieghiamo con un esempio terra-terra:una persona X(uomo/donna che sia..)si massacra un anno in palestra, piscina, dieta, ecc…ma mai occuperà il nostro campo visivo e quindi percettivo quanto l’esplosione di un paio di Minnazze. Il link con il nostro secondo argomento è facile e immediato:la percezione della temperatura elevata è dovuta a fenomeni esterni sì, ma non legati alla terra,il surriscaldamento della stessa, ecc..ma ALLE MINNAZZE!ciò è tranquillamente verificabile anche d’inverno, pensateci.
La morale di questo blog è:MINNAZZE battono FISICA 2-0. Direte voi:e il secondo punto a cosa è dovuto?Semplice:le minnazze hanno leggi autonome che non coincidono e avolte contrastano le leggi note, a partire da quella di gravità!ma questo ci dà il LA per un altro post a cui rimandiamo in un futuro prossimo dove proveremo a sviscerare il rapporto tra le minnazze e le altre scienze.
P.S.:questo post è dedicato e ispirato dalla tipa di roma che ha fatto dono delle sue minnazze alla platea della spiaggia dell’angolo verde, causando sbalzi termici agli astanti, a partire dal sottoscritto e dal mio fido Angioletto. Purtroppo, lo sguardo vigile dei parenti, che sfociava in un controllo quasi foucaltiano della tipa, non ci ha permesso di avvicinarci al soggetto in questione. Ma anche nella dovuta distanza abbiamo apprezzato la sostanza soggettivante delle minnazze, scarsamente e in malo modo contenute in un “reggipetto”dovutamente rinforzato con filo per recinzione al posto del ferretto.Grazie amica sconosciuta, la tua presenza nel mondo manifesta la inevitabile affermazione delle MINNAZZE PERFETTE come dato reale e non sterile metafisica. Dove ci sono le minnazze non c’è sterilità, né aridità, nè negatività. Dove ci sono minnazze è sempre estate:in hoc minnazze vinces!

ODE ALLE MINNAZZE

Cattedrali di un senso nemico del vuoto
ancelle di un segno che sembrava perduto
in questo mondo senza forme, vibrate con moto
perpetuo, allentando i confini del fantastico infinito.

Si riempiono di voi cuore,occhi, bocca, gola,
lento si fa il passo, un sol fil di fiato, una sola parola:
che di più non si può dire, che la mente è altrove:vola
verso la voglia di terra, di contatto con voi unica dimora.

Contro ogni gravità che si vuole legge, il pensiero fa stranezze,
che l’unica volontà di chi in voi si immerge è di fare cose pazze,
sostituire del vostro intero le bambole liscie e piatte che sono solo pezze,
ambire, è d’arbitrio, completo e pieno verso voi PERFETTE MINNAZZE…

p.s.:così, un omaggio poetico scritto di getto..uno schizzo poetico quasi!