Lettere al Direttore

Riceviamo e pubblichiamo un interessante lettera di un nostro lettore. Replicheremo nell’immediato, ma per ora ne diamo pubblica lettura:

Gentile Minnante,

 

le vorrei scrivere due righe su un’esperienza accadutami alcuni mesi fa e che, a mio modesto avviso, costituisce una seria pregiudiale giuridica nell’ambito dei rapporti di coppia, con serie ripercussioni anche sul diritto canonico e sull’attuale dibattito sulle convivenze di genere. L’episodio è il seguente: alcune settimane fa ho avuto modo di conoscere una conturbante fanciulla nel mio luogo di lavoro (mi occupo di pubbliche relazioni per una grossa società di consulenza finanziaria). La ragazza si è subito dimostrata sensibile alle mie attenzioni e, dopo qualche settimana di corteggiamento, ha accettato un mio invito a cena fuori. Premetto che il motivo del mio interesse era il seno generoso che mi sembrava di intuire dalle forme della ragazza in questione. Per farla breve, dopo un po’ di tempo, è iniziata una bella relazione sentimentale che ha avuto il suo momento culminante due sere fa, quando Marina (nome di fantasia), mi ha invitato a casa sua. In questa occasione, la ragazza si è spogliata, evidenziando delle grosse carenze sulle misure del seno: il push up ne aumentava il volume, e una banale seconda era diventata un’irresistibile quarta, garantendosi così l’ingresso oltre la soglia dell’amore vero e proprio. Ho fatto il mio dovere di uomo, soddisfacendola, ma niente era più come prima. Che fine avevano fatto quei frutti così agognati? inutile dire che da parte mia non c’è più il trasporto di prima, il quale ha oramai lasciato spazio a una severa riflessione sulla necessità di tutelarci da quelle che potremmo definire “frodi di genere”. Un mio amico avvocato mi ha parlato del potenziale reato di pubblicità ingannevole. E’ così? Lei cosa ne pensa?

 

colgo l’occasione per ringraziarla per questo autoervole spazio di dibattito su un tema che è stato, è e sarà sempre al centro delle nostre più dolci riflessioni.

 

A presto,

 

Lucio F., Novara

le minnazze perfette

LA MINNA PERFETTA

L’estate si esibisce in corpi pensati nell’uggia invernale. Il tepore invernale era solo il modo per scaldare l’epidermide e prepararla a ben altra temperatura.Ma questo è storia, ed è, lo ammettiamo, solo un escamotage per collegare due temi più vicini al nostro sentire:quelli che chiameremo I CORPI PRONTI e l’alta temperatura che questi generano non in sè, ma verso gli altri…cioè noi.è chiaro, data la finalità di questo blog, che quando diciamo corpi intendiamo minnazze, e non si legga questo espediente come una reductio ad unum della complessità del fenomeno, tutt’altro(si rimanda al nostro manifesto).
Passando all’oggetto di questo post definiamo subito i CORPI PRONTI come quei corpi che trovano nella proiezione delle MINNAZZE la conclusiva perfezione a cui gli altri/le altre tendono nel tempo. Le minnazze, infatti, si proiettano già come un essere nel mondo soggetivante, acquisendo specifica autonomia percettiva e imponendosi alla realtà senza bisogno di averla costruita nel tempo pregresso. Ci spieghiamo con un esempio terra-terra:una persona X(uomo/donna che sia..)si massacra un anno in palestra, piscina, dieta, ecc…ma mai occuperà il nostro campo visivo e quindi percettivo quanto l’esplosione di un paio di Minnazze. Il link con il nostro secondo argomento è facile e immediato:la percezione della temperatura elevata è dovuta a fenomeni esterni sì, ma non legati alla terra,il surriscaldamento della stessa, ecc..ma ALLE MINNAZZE!ciò è tranquillamente verificabile anche d’inverno, pensateci.
La morale di questo blog è:MINNAZZE battono FISICA 2-0. Direte voi:e il secondo punto a cosa è dovuto?Semplice:le minnazze hanno leggi autonome che non coincidono e avolte contrastano le leggi note, a partire da quella di gravità!ma questo ci dà il LA per un altro post a cui rimandiamo in un futuro prossimo dove proveremo a sviscerare il rapporto tra le minnazze e le altre scienze.
P.S.:questo post è dedicato e ispirato dalla tipa di roma che ha fatto dono delle sue minnazze alla platea della spiaggia dell’angolo verde, causando sbalzi termici agli astanti, a partire dal sottoscritto e dal mio fido Angioletto. Purtroppo, lo sguardo vigile dei parenti, che sfociava in un controllo quasi foucaltiano della tipa, non ci ha permesso di avvicinarci al soggetto in questione. Ma anche nella dovuta distanza abbiamo apprezzato la sostanza soggettivante delle minnazze, scarsamente e in malo modo contenute in un “reggipetto”dovutamente rinforzato con filo per recinzione al posto del ferretto.Grazie amica sconosciuta, la tua presenza nel mondo manifesta la inevitabile affermazione delle MINNAZZE PERFETTE come dato reale e non sterile metafisica. Dove ci sono le minnazze non c’è sterilità, né aridità, nè negatività. Dove ci sono minnazze è sempre estate:in hoc minnazze vinces!

ODE ALLE MINNAZZE

Cattedrali di un senso nemico del vuoto
ancelle di un segno che sembrava perduto
in questo mondo senza forme, vibrate con moto
perpetuo, allentando i confini del fantastico infinito.

Si riempiono di voi cuore,occhi, bocca, gola,
lento si fa il passo, un sol fil di fiato, una sola parola:
che di più non si può dire, che la mente è altrove:vola
verso la voglia di terra, di contatto con voi unica dimora.

Contro ogni gravità che si vuole legge, il pensiero fa stranezze,
che l’unica volontà di chi in voi si immerge è di fare cose pazze,
sostituire del vostro intero le bambole liscie e piatte che sono solo pezze,
ambire, è d’arbitrio, completo e pieno verso voi PERFETTE MINNAZZE…

p.s.:così, un omaggio poetico scritto di getto..uno schizzo poetico quasi!

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