Lettere al Direttore

Riceviamo e pubblichiamo un interessante lettera di un nostro lettore. Replicheremo nell’immediato, ma per ora ne diamo pubblica lettura:

Gentile Minnante,

 

le vorrei scrivere due righe su un’esperienza accadutami alcuni mesi fa e che, a mio modesto avviso, costituisce una seria pregiudiale giuridica nell’ambito dei rapporti di coppia, con serie ripercussioni anche sul diritto canonico e sull’attuale dibattito sulle convivenze di genere. L’episodio è il seguente: alcune settimane fa ho avuto modo di conoscere una conturbante fanciulla nel mio luogo di lavoro (mi occupo di pubbliche relazioni per una grossa società di consulenza finanziaria). La ragazza si è subito dimostrata sensibile alle mie attenzioni e, dopo qualche settimana di corteggiamento, ha accettato un mio invito a cena fuori. Premetto che il motivo del mio interesse era il seno generoso che mi sembrava di intuire dalle forme della ragazza in questione. Per farla breve, dopo un po’ di tempo, è iniziata una bella relazione sentimentale che ha avuto il suo momento culminante due sere fa, quando Marina (nome di fantasia), mi ha invitato a casa sua. In questa occasione, la ragazza si è spogliata, evidenziando delle grosse carenze sulle misure del seno: il push up ne aumentava il volume, e una banale seconda era diventata un’irresistibile quarta, garantendosi così l’ingresso oltre la soglia dell’amore vero e proprio. Ho fatto il mio dovere di uomo, soddisfacendola, ma niente era più come prima. Che fine avevano fatto quei frutti così agognati? inutile dire che da parte mia non c’è più il trasporto di prima, il quale ha oramai lasciato spazio a una severa riflessione sulla necessità di tutelarci da quelle che potremmo definire “frodi di genere”. Un mio amico avvocato mi ha parlato del potenziale reato di pubblicità ingannevole. E’ così? Lei cosa ne pensa?

 

colgo l’occasione per ringraziarla per questo autoervole spazio di dibattito su un tema che è stato, è e sarà sempre al centro delle nostre più dolci riflessioni.

 

A presto,

 

Lucio F., Novara