Dolci minne di carta
Un breve post, una timida recensione, un doveroso tributo: tutto questo è per il libro “Il conto delle minne” di Giuseppina Torregrossa, edizioni Mondadori. Tutto parte dal “cuntu” (racconto) che Nonna Agata fa alla nipotina Agatina mentre, come ogni anno in onore della Santa di cui entrambe portano il nome, la nonna fa, e spiega alla nipote come si fanno, i segreti delle cassatelle a forma di seno, le “minne”: leggenda vuole che alla Santuzza furono fatte tagliare le mammelle dal console Quinziano, che non sopportò di sentirsi respinto. La nonna ne ricava degli insegnamenti per la nipote riguardo al rapporto uomo-donna: “… devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane”. Il racconto si apre con le ricette dei dolci che la nonna cucina e insegna ad Agatina e si dipana intorno alle vicende di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie, per le quali le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell’orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa.
Un romanzo gustoso e ricco, un intreccio di minne reali e virtuali, da usare e consumare, da far vedere e da difendere e mangiare e preparare. Un romanzo che vi consigliamo: buona lettura, buon appettito e buone minne (ma queste, lo sapete, per noi sono sempre buone…specie se abbondanti!)!