Archive for maggio, 2009

Pape Satàn, pape Satàn Halep!

Il verso dantesco, (per alcuni senza significato, per altri passibile di varia interpretazione) usato come esclamazione dal Sommo, è citato da noi per farci esclamare: fermati Simona, fermati! Simona Halep, giovane tennista rumena, ha informato il mondo della sua intenzione di ridurre il suo prosperoso e bellissimo seno per via dell’ingombro che esso costituisce al suo gioco. No, Simona, nel gioco della vita le tue minnazze non sono di ingombro (è solo una quinta, suvvia!) ma sono un trofeo che tu hai già vinto e che nessuno ti toglierà: rinunica a medaglie e vane glorie, lo spettacolo del tuo gioco è in quel sobbalzo maiuscolo di fronte alla minuscola pallina, la gioia della visione di un tennis finalmente sport maggiore (cioè per maggiorate). Prendi, invece, esempio dalla vicina Repubblica Ceca: la carenza del personale infiermeristico ha generato un’idea che noi condividiamo in pieno, offrire la mastoplastica a chi accetterà il lavoro di infermiera. Forse è poco professionale, ma siamo sicuri che i pazienti curati da queste future o guariranno o si rifiuteranno di farlo volontariamente: pensando già di essere in Paradiso dove il mondo è a forma di minnazze! Fermati Simona, gioca e curaci.

Dolci minne di carta

Un breve post, una timida recensione, un doveroso tributo: tutto questo è per il libro “Il conto delle minne” di Giuseppina Torregrossa, edizioni Mondadori. Tutto parte dal “cuntu” (racconto) che Nonna Agata fa alla nipotina Agatina mentre, come ogni anno in onore della Santa di cui entrambe portano il nome, la nonna fa, e spiega alla nipote come si fanno,  i segreti delle cassatelle a forma di seno, le “minne”: leggenda vuole che alla Santuzza furono fatte tagliare le mammelle dal console Quinziano, che non sopportò di sentirsi respinto. La nonna ne ricava degli insegnamenti per la nipote riguardo al rapporto uomo-donna: “… devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane”. Il racconto si apre con le ricette dei dolci che la nonna cucina e insegna ad Agatina e si dipana intorno alle vicende di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie, per le quali le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell’orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa.

Un romanzo gustoso e ricco, un intreccio di minne reali e virtuali, da usare e consumare, da far vedere e da difendere e mangiare e preparare. Un romanzo che vi consigliamo: buona lettura, buon appettito e buone minne (ma queste, lo sapete, per noi sono sempre buone…specie se abbondanti!)!


Il seno più grande del mondo, ovvero:ancora su Natura e Cultura

Più volte in questo blog ci siamo soffermati sull’incontro/scontro tra natura/cultura, ovvero: meglio le minnazze naturali o rifatte? Il dibattito, anche pubblico, finalmente si è evoluto e non si nasconde che la questione è ormai matura per essere affrontata in maniera scientifica. In casa nostra, solo nell’ultima settimana, la publicazione di un sondaggio ci svela che gli italiani non sono contro i ritocchi, anche se preferiscono le minnazze naturali (gli esempi riportati dai media sono stati la D’Urso Vs Cristina del GF). La nostra posizione, più volte ribadita, è per un superamento di questo falso dilemma: forse la bellezza naturale non può divenire grazie alla cultura, alla tecnica, una bellezza superba? Noi confermiamo la nostra linea, sferica e minnica, di una minnazza che può diventare superlativa, una superminnazza. A tal pro, oltre l’esempio italico già riportato, rimandiamo i nostri lettori (cfr link in basso) al confronto tra il seno naturale più grande del mondo Vs il seno rifatto più grande del mondo. Quale di essi voi scegliate, ricordate sempre: il nostro mondo è a fomra di minnazze, la loro forma (e sostanza) supera il paradigma copernicano!

Confronta:

http://www.sabrinasabrok.com/galleries_s-.phphttp://

www.haisentito.it/articolo/norma-stitz-il-video-della-donna-con-il-seno-piu-grande-del-mondo/9955/

Deminnocrazia

Una vittoria importante nel solco filosofico che perseguiamo in questo blog:l’ignobile tassa sui reggiseni oversize nel Regno Unito è stata ritirata.  Come fosse una colpa avere le minnazze e non un privilegio, come se non dovessimo incentivare le signorine grandi forme piuttosto che penalizzarle. Per quel che ci riguarda i reggiseni che contengono, e speriamo sempre più a stento, le minnazze dovrebbero essere issati a vessillo di ogni democrazia libera, di ogni deminnocrazia! La ritirata strategica dell’infausta tassa, è stata accompagnata da manifesti in cui una signorina, per noi poco, procace, reca scritto sul suo davanzale :we boobed, abbiamo sbagliato, ma anche noi minnazze. Combattiamo il primo significato e sosteniamo come quei coraggiosi e fortunati reggiseni il secondo, gridiamo anche noi: per una società veramente democratica:viva le minnazze!W la deminnocrazia!

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/tassa-reggiseno/1.html

Tra le vette spunta la nuova classe dirigente

La crisi economica a che punto è?E come saranno i nostri futuri rappresentanti all’europarlamento? In entrambi i casi la risposta è una: minnazze. Chiariamo:in tempi di crisi economica la contrazione dei consumi e dell’economia in generale ha dei riflessi immediati nella psiche individuale e collettiva, riflessi che si manifestano in un ritorno che impatta a sua volta sulla crisi, generando un circolo vizioso che richiede una soluzione gordiana. Ma la crisi è sparita dai media, specie italiani, ne dobbiamo dedurre che la crisi è finita? Nient’affatto! La crisi è stata gestita, dal governo in carica, attraverso la creazione  di un parafenomeno verso il quale canalizzare l’attenzione degli italiani e sublimarne gli impulsi psichici devianti: Cristina del Grande Fratello. La maggiorata padana ha coperto mediaticamente i disoccupati dando ad essi motivi di ristoro e impegno nel nuovo tempo libero acquisito. La conferma di questa ipotesi è suffragata da una ricerca americana che individua la correlazione tra il paginone centrale di Playboy e l’andamento dell’economia Usa: più l’economia Usa è in crisi più aumenta la taglia delle minnazze del paginone centrale della rivista, e viceversa se l’economia va bene le minnazze spariscono. Data la nostra grande tradizione di minnazze abbiamo in questo campo superato gli americani bypassando il cartaceo e sfruttando a pieno le potenzialità della tv. Abbiamo altresì evitato l’incoveniente dell’editing in questo momento specifico: visto l’andazzo dell’economia il paginone centrale per contenere le minnaze volte ad obnubilare la crisi è stato calcolato dovrebbe essere un simpatico 6×3 in formato pieghevole.

Sull’altro versante del nostro articolo l’ipotesi di fondo ne esce rafforzata: il premier Berlusconi ha personalmente selezionato delle esponenti del mondo minnico da imporre a Bruxelles: le democrazie plutocratiche saranno oscurate dall’impero minnizio italico, l’Italia parte in quarta candidandosi alla guida dell’Europa, per un’Europa della V dimensione, un sesto senso in più per il continente, anzi, una sesta di senso per la vecchia Europa. E a chi ha criticato tali candidature adducendo scarsa esperienza delle signorine in questione (Barbara Matera su tutte), questa redazione replica: la vostra è piatta invidia! W la lungimiranza del premier, w la protuberanza della nostra nuova classe dirigente! Finalmente una classe dirigente che ha sostanza (empirica e tangibile) e che svetta (da qualsiasi prospettiva la si veda). Un unico suggerimento al premier: procedere di conseguenza con questa logica anche nella selezione dei/delle cittadini/e, ovvero, limitare i diritti delle minorate e di chi non apprezza le minnazze. Noi ci crediamo, noi abbiamo fede nelle minnazze. W l’impero italo minnarico!