Un'affollata terra di nessuno

Ancora sulla polemica sollevata dal colonnello Kurtz:un contributo critico, a tratti duro ma propositivo. A voi.

Ha la sua dignità parlare di bellezza in termini matematici, non ricordo se Eco o la vincitrice di Veline dice “tutto ciò che si presenta simmetrico è bello, ciò che presenta asimmetrie è brutto”, se si sviluppa la questione in termini pitagorici (il palmo della mano con pollice e indice a pigreca mezzi) non si potrebbe obiettare alcunché; c’è un però, secondo tali assunti potrebbe paradossalmente essere bella Carmen Consoli o Pollon. Senza stare a scomodare l’ammorbante adagio secondo il quale “non è bello ciò che è bello…” e tutte le teorie sui gusti che, a detta dello scrivente, lasciano il tempo che trovano, si dovrebbe concentrare il discorso sulla natura stessa dell’essere UOMO: la riconoscibilità del soggetto interpolabile (perché è di ciò che credo si stia parlando e non di un più semplice guardare) è data dall’istinto che risponde a stimoli innati e inconsci, frutto dell’allattamento e della natura animalesca, quindi selvaggia, di ognuno di noi; non ricordo se gli Ustmamò o Anna Tatangelo fecero un quadro illuminante sull’affascinante pochezza delle bamboline “non ha peli non ha odori non caga neanche” (caga perché sono del nord, fossero stati romani caca, Paola non la Paola fica non figa). A mio modesto parere da questo punto di vista andrebbe sviluppata la discussione.
Minnazze è il termine con il quale si dovrebbero chiamare minne succose e selvagge; per essere più chiari non possiamo misurare il loro essere se non parametrandolo alla statura alla stazza e al peso del soggetto al quale sono appese.
Semper Voster
Panfo

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