riflessioni geometriche
riflessioni geometriche
Sull’oggetto..Vorrei brevemente porre delle questioni circa l’oggetto del dibattito. Pur avendo letto con attenzione il manifesto di questo blog e l’ultimo intervento del Minnante credo che ancora non sia ben delineato il concetto di Minnazze. Bisogna che ognuno di noi a tempo debito torni a discutere, e ancor prima a riflettere, su ciò che si intende quando si dice: Minnazze. La metodologia proposta dal Direttore in risposta al Kurtz mi sembra troppo vaga e non opportunamente sviluppata. Pur riconoscendo la sottigliezza dell’argomentazione non trovo riscontro con quanto viene detto dopo. Cosa significa “Minnazza” come concetto e idea? Credo che sia un approccio sbagliato quello di separare il concetto di Minnazza dall’oggetto reale e “palpabile” su cui dovremmo dibattere e concentrare la nostra attenzione. Parlare di “ Metaminazza” o dire:..siamo fedeli alla minnazza come concetto, come idea e non come riduzione di essa a forma che la articola nella realtà.. per poi finire con un approccio di tipo verificazionista getta un po’ di confusione. È pur vero che il Minnante si richiama e si attiene al metodo logico-scientifico per la parte valutativa diretta a riqualificare la M.za ma, a par mio, ciò entra in netto contrasto con un idea di “Minazza” come causa di se stessa. Questo, probabilmente, è un limite di comprensione di chi scrive, ma credo che proprio la rigorosità del metodo sia di fondamentale importanza per portare avanti il gravoso compito che questo blog si è posto. Sono invece d’accordo con l’opportunità di rifuggire da qualsiasi nominalismo assoluto e la necessità richiamata dal Kurtz, sul finire del suo intervento, di tracciare i confini della disciplina per poter passare alla classificazione (di forme e oggetti reali?) e all’analisi.Per correttezza verso i miei interlocutori dichiaro che la mia volontà è quella di restare ben ancorato a forme e oggetti reali quando si parla di M.ze( mi pare di aver capito essere anche la posizione del dottor Panfo, che scrive contemporaneamente al sottoscritto)rinunciando a seguire strade Metafisiche. Più che sull’ “Oltre-Minnazze” preferisco concentrarmi sul “Tra-Minnazze”.
Un grave errore. Per una teoria della gabbia.Sulla questione posta dal Kurtz , Terza misura: terra di nessuno? Vorrei aggiungere due cose. La prima di carattere concettuale (a questo proposito faccio notare al Minnante che il Kurtz parla di 3a modulata e non di 3a avanzata. È sicuramente una svista di poco conto ma ai fini del dibattito diventa fondamentale l’uniformità dei concetti analizzati.) riguarda la 3a modulata. Secondo il mio punto di vista bisogna sottrarre la M.za alla variabile Tempo e concentrarci su un’analisi statica. Non possiamo, infatti, accettare che la M.za non sia oggi per essere domani, puntando che diventi tale per cause di carattere esogeno o endogeno. Pur apprezzando i benefici che il tempo può dare alle M.ze è vero anche che può procurare effetti disastrosi. M.za è a prescindere! Per questo motivo, in questa fase, lascerei da parte lo studio dinamico del fenomeno. Io resterei a “bocce” ferme.La seconda cosa riguarda la misurazione, e qua riscontro un gravissimo errore. Pur dando per buono il metodo detto della “quadra a 90°” (sia indice-medio sia palmo-palmo) le misurazioni risulterebbero tutte falsate. Vi faccio notare che non tutti gli indici, medi o palmi sono uguali. Non mi sembra che a Parigi, presso il museo dei pesi e delle misure, ci siano depositati queste parti del corpo umano tra il metro o il chilo universale. A quale misure vi richiamate? A quale metodo logico scientifico ? se poi usate per le misurazioni strumenti non tarati. Tutti noi conosciamo il principio di indeterminazione di Heisemberg nella parte in cui si richiama alle cifre significative, per questo io stesso non posso pretendere misure precise ma non posso neanche accettare un errore cosi grossolano.Dovrei accettare l’idea che M.za è tale tra i palmi del dottor kurtz e quelle di bambino di 4 anni?È lo strumento di misura che fa di una minna una M.za?La mia teoria della gabbia che consiste nell’avvolgere con la mano aperta la M.za non ha lo scopo di misurare l’oggetto (si riproporrebbe, infatti, lo stesso problema ed errore) ma solo quello di contribuire alla prima fase dell’approccio sperimentale cioè l’osservazione. Usare il tatto come lo sguardo e tutti gli altri sensi per dare inizio allo studio della Minnazza.Bisogna ripensare il metodo di misurazione o perseguire la classificazione per altre vie.
Angelo.